Reig Creus, ecco il vero sequestratore di migranti: ha rifiutato 2 porti sicuri per sfidare Salvini. Per lui niente processo





Matteo Salvini dovrebbe essere prosciolto dalle accuse riguardo alla questione Open Arms. Ad essere rinviato a giudizio per sequestro di persona dovrebbe invece essere il comandante della nave Open Arms, Marc Reig Creus. Il motivo? Fu proprio Creus, d’intesa con la Ong spagnola di Oscar Camps, a trasformare i 147 migranti in uno strumento politico, atto a destabilizzare le politiche migratorie attuate dall’ex ministro degli Interni. Stando alla ricostruzione de il Giornale, sarebbe stato proprio il comandante Creus a trattenere sull’imbarcazione i migranti dal primo al 20 di agosto, rifiutandosi ripetutamente di approdare a Malta o in Spagna

La mossa dell’Ong mette in luce come l’aiuto umanitario non sia al primo posto nelle gerarchie dell’organizzazione. Nell’ottica di Creus, era indispensabile l’approdo dei migranti solo ed esclusivamente in territorio italiano. L’obiettivo era quello di smuovere i media e attivare i magistrati sensibili alla causa dell’accoglienza, facendo traballare un governo giallo-verde già poco stabile di suo. Per questi motivi, il comandante decide di non far rotta, come proposto da Madrid, sui porti spagnoli di Algeciras o di Mahon, sull’isola di Minorca. Porti che potrebbe raggiungere nell’arco di 5 giorni. In base al diritto marittimo internazionale una nave è territorialmente parte dello Stato di cui batte bandiera. Secondo il trattato di Dublino quindi, i migranti della Open Arms non competevano all’Italia, ma a Madrid.


Poco convincenti i motivi paventanti dal comandate Creus, per i quali avrebbe rifiutato i porti sicuri: “Perché era un porto piccolo e aveva autorizzato lo sbarco solo per trenta persone “sostiene il comandante di Open Arms e prosegue “Il resto delle persone che avevamo a bordo non poteva comprendere perché solo in 30 potessero scendere… Perciò abbiamo detto: o tutti o nessuno”. Al contempo, il 2 agosto, Salvini stava applicando le regole di quel “decreto sicurezza bis”, approvato dallo stesso governo giallo-verde due mesi prima. Il divieto d’ingresso rimane legittimo fino al 14 agosto, data in cui il Tar del Lazio ha accolto un ricorso della Ong spagnola.

“E qui sta il punto” scrive Gian Micalessin sul Giornale. “Per ben 14 dei 20 giorni della vicenda Open Arms gli unici e soli responsabili della permanenza in mare dei migranti sono il comandante Creus e i capi della Ong. Salvini resta dunque teoricamente imputabile solo per i sei giorni successivi”. Si tratta di un periodo cruciale per il futuro del governo giallo-verde, che entrerà in crisi e cadrà poche settimane dopo. Il rinnego delle politiche di Salvini da parte dell’ex premier Giuseppe Conte e Danilo Toninelli (supportate pochi mesi prima), hanno infatti una sfumatura più di opportunismo politico che altro. Colta l’occasione al balzo per far fuori Matteo Salvini, anche l’Open Arms ringrazia e scarica il carico di migranti sfruttato per venti giorni come mero strumento politico.

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