Regionali in EmiliaRomagna, sondaggio: Borgonzoni in risalita incalza Bonaccini. La sinistra inizia a sudare freddo




 – Sarà un testa a testa quello tra Lucia Borgonzoni Stefano Bonaccini. La data fatidica è quella di domenica 26 gennaio, quando emiliani e romagnoli saranno chiamati a scegliere il nuovo presidente della regione. Il governatore del Partito Democratico uscente – a dicembre 2014 prese il posto di Vasco Errani – è dato da molti come il favorito, ma la candidata leghista del centrodestra insidia, non poco, la roccaforte rossa.

Già, perché l’Emilia Romagna è la regione simbolo e fortino (insieme alla Toscana) della sinistra italiana e qualora la regione dovesse capitolare, passando al centrodestra, per il Pd sarebbe un tonfo clamoroso. Un tonfo che, peraltro, avrebbe anche gravi conseguenze sul futuro del governo giallorosso, già scricchiolante di suo.

E allora per dare una mano alla sinistra, anche in vista della tornata elettorale in Emilia Romagna, sono spuntate come funghi – tutt’altro che spontaneamente – le sardine, movimento di piazza nato proprio in Piazza Maggiore a Bologna in risposta all’evento elettorale di Matteo Salvini al Paladozza, per lanciare la candidatura della Borgonzoni.

sondaggi in vista del 26 gennaio si sprecano e tutti (o quasi) danno Bonaccini avanti, di poco. Diversa è invece l’antifona circa i voti alle liste, visto che sul versante delle intenzioni di voto ai partiti, il totale dei centrodestra supera di due/tre punti percentuali quello del centrosinistra. Per esempio, secondo l’ultima rilevazione Winpoll, Lega (33%), Forza Italia (4,4%)e Fratelli d’Italia (6,4%) e altre liste di coalizione mettono insieme il 47,6%, contro il 44,8% del centrosinistra.

Ecco, oggi arriva un interessante sondaggio ed è quello realizzato da Emg Acqua per Agorà. Secondo l’istituto demoscopico diretto da Fabrizio Masia – ricordando che non vi sono ancora le liste definitive di coalizione – Lucia Borgonzoni insidia da vicinissimo Stefano Bonaccini, “lontano” ormai appena 2,5 punti percentuali. L’esponente del Carroccio, infatti, fa sentire il fiato sul collo al dem: i numeri infatti parlano chiaro e dicono che il candidato della sinistra arriva al 46,5%, mentre la leghista al 44% tondo tondo. Al 5,5%, invece, troviamo il candidato del Movimento 5 Stelle, che però eve ancora scegliere ufficialmente l’uomo o la donna per la contesa elettorale

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