Raffica di sbarchi a Lampedusa: 1.000 clandestini in sole 48 ore. Staffetta della Capitaneria per portarli sull’isola





Da Il Secolo d’Italia – Sbarchi senza sosta a Lampedusa, dove, ormai da giorni, prosegue ininterrotta la “staffetta” dal molo Favaloro delle motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza. Con l’arrivo del bel tempo e dal mare piatto, l’isola torna ad essere presa d’assalto dai migranti. Sono 269 i migranti approdati nelle ultime ore: viaggiavano a bordo di tre diverse barche intercettate nelle acque antistanti l’isola.

Lampedusa, tre le barche intercettate

Sulla prima, rintracciata dai militari della Capitaneria di porto a una quarantina di miglia dalle coste lampedusane, erano in 106, tra cui 5 donne e 2 minori. Meno consistente il secondo gruppo che ha raggiunto l’isola: 37 in tutto, bloccati dagli uomini delle Fiamme gialle a 2 miglia da Capo Ponente. Tra loro anche 8 donne e 2 minori.


A Lampedusa ancora sbarchi

L’ultimo approdo ha condotto a Lampedusa 126 uomini, provenienti da Bangladesh, Pakistan, Marocco e Tunisia. Il barcone su cui viaggiavano, lasciato alla deriva, è stato intercettato a 30 miglia dall’isola. Dopo i primi controlli sanitari, è stato disposto il trasferimento nell’hotspot di contrada Imbriacola. Salgono così a un migliaio i migranti giunti in poco più di 48 ore sull’isola.

Il sindaco: «Barche alla deriva un pericolo per i pescatori»

Sabato il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello a fronte di altri sbarchi aveva lanciato un appello. «Nelle ultime 48 ore a Lampedusa sono arrivate 631 persone a bordo di 17 imbarcazioni. Dal momento che in alcuni casi le operazioni di soccorso dei migranti sono avvenute in mare, due imbarcazioni sono rimaste alla deriva e mi sono state segnalate dai pescatori.

Queste imbarcazioni provocano rischi ai pescherecci e alla incolumità degli stessi pescatori e, se dovessero affondare, rappresenterebbero anche un problema dal punto di vista ambientale: è necessario un intervento immediato da parte delle autorità competenti per recuperarle e trainarle in porto». Oltretutto, aveva detto,  «con le condizioni meteo di questi giorni e il mare calmo è probabile che arrivino altre imbarcazioni: se si ripeteranno operazioni di soccorso in mare aperto bisogna evitare che altre barche restino alla deriva».

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