Quando il virus colpisce il cervello. Santori: “Il sovranismo favorisce il contagio, sardine vigileranno sull’odio”




Di Cristina Gauri – Roma, 25 mar – Speravamo un po’ tutti che che l’ubi maior del coronavirus avesse inghiottito il carrozzone delle sardine, silenziandolo almeno temporaneamente, ma non c’è stato verso. Da qualche giorno il movimento dei pesci ossei è tornato alla carica con tutta la forza del proprio essere fuori dalla dimensione reale, sempre e comunque: non paghi di avere coniato, all’inizio dell’epidemia, lo slogan – invecchiato malissimo – “l’unica mascherina utile è quella della cultura” –, settimana scorsa, in piena pandemia e a fronte di migliaia vittime del contagio sono usciti dal letargo scrivendo su Facebook che sì, va bene i morti, ma “Anche il razzismo è un virus“ ricordiamocelo bene.

Santori ritorna (e dà la colpa a Salvini)

A ribadire ed approfondire il concetto ci ha pensato ieri il leader Mattia Santori, in evidente crisi d’astinenza da luci del palcoscenico, che parlando ai microfoni di AdnKronos non ha trovato nient’altro di meglio da fare che scagliarsi contro i leader dell’opposizione Giorgia Meloni e Matteo Salvini. E sì che ce ne sarebbe da dire sulle scelte (o non-scelte) dell’esecutivo giallofucsia, così appassionatamente appoggiato dalle sardine; scelte che ci hanno fatto piombare nell’attuale baratro epidemico, economico e di totale sospensione dei diritti civili. Ma per il riccioluto è più semplice puntare il dito contro di loro, ai quali, in questo momento, non è concesso nemmeno di poter fare opposizione riunendosi in Parlamento: “Io non vorrei mai essere in Meloni e Salvini in questo momento – dice Santori – perché sta venendo fuori il patetismo di chi ha sempre cercato di fare campagna elettorale, con temi molto facili contro il governo, e nel momento in cui il governo affronta un emergenza nazionale, fanno questa figura, quella dei patetici”.  

Parola d’ordine: patetico

Sì ma che significa “patetici”? La tecnica di Santori ormai la conosciamo: parlare a vanvera toccando superficialmente concetti mediante l’uso di frasi fatte, ripetute alla nausea utilizzando un vocabolario monocorde e selezionato accuratamente, cercando di innescare reazioni di pancia nei propri seguaci e buttandola in caciara. Ad esempio in questo caso la parola chiave è “patetico”, un termine impalpabile, istituzionalmente privo di significato: “Se chiedi – dice ancora riferendosi al leader della Lega – l’apertura del parlamento e sei il più grande assenteista del parlamento europeo della storia, viene fuori il tuo patetismo, nel momento in cui i tuoi alleati europei, Orban e gli altri sovranisti, ti rubano i dispositivi sanitari che devono arrivare nel tuo territorio, perché sono più sovranisti di te, allora emerge il tuo patetismo, nel momento in cui il fondo salva stati, il Mes, che tu hai denunciato, viene a salvare anche te che non vuoi essere salvato, viene fuori il tuo patetismo”. E i follower delle sardine tutti ad applaudire.

Il vero virus è il sovranismo

Non manca anche la stoccata nonsense al sovranismo, colpevole a sua detta di avere rallentato le risposte all’emergenza – e quindi, indirettamente, di avere accelerato l’epidemia: “Ma il problema è che invece abbiamo capito di essere schiavi della burocrazia, che ostacola le risposte a una emergenza che ha bisogno di rapidità, e siamo schiavi del sovranismo, perché di fatto l’Europa è schiava del sovranismo e l’Italia è schiava della burocrazia”, accusa Santori, invitando a guardare gli scenari europei. “L’Europa, come comunità, ha i bastoni tra le ruote, da parte di chi preferisce fare da solo, di chi chiude le frontiere e cerca i propri vantaggi. Questo è il punto”. Parole in libertà.

Di Cristina Gauri

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