Quando gli alloggi sono i suoi, il Vaticano “caccia” senza pietà le povere famiglie morose: ecco alcuni casi





 – In via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, dal 2013 c’è un palazzo occupatoillegalmente da centinaia di abusivi: dopo aver accumulato centinaia di migliaia di euro di debiti con il fornitore dell’elettricità, la società ha staccato la corrente, mettendo i sigilli ai contatori.

È qui che, come sappiamo, è intervenuto il cardinale Konrad Krajewskil’elemosiniere di Papa Francesco, infatti, ha sbloccato la situazione togliendo quei sigilli e riportando la luce agli occupanti. Il caso dell’ex sede Inpdap (il fu Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) sta facendo molto discutere per l’intervento a gamba tesa del porporato e della Chiesa. Chiesa però che, in passato, ha avuto un comportamento ben diverso quando c’erano in ballo le proprie proprietà.

Infatti, come ricordato da La Verità, in molti casi le parrocchie non si sono fatte troppi problemi a sgomberare i propri locali da chi non pagava (più) l’affitto o le utenze: un sacrestano indigente, per esempio, si impiccò per la disperazione, e in altre situazioni furono cacciati senza indugi e remore anche famiglie con bambini, stranieri, associazioni benefiche e anche una scuola media.

Era il 2011 quando a Grosseto una 23enne incinta e all’ottavo mese, venne sfrattata da un albergo di proprietà della curia, insieme ad altre famiglie in difficoltà economica. La giovane, tra l’altro, perse drammaticamente il figlio che portava in grembo Sempre in Toscana, ma a Prato, a fine 2015, la curia allontanò un pensionato 65enne che viveva da quattro anni nel complesso parrocchiale, svolgendo i compiti del sacrestano. Lui, senza soldi in tasca, si vide recapitare una lettera che lo invitava ad andarsene entro una settimana: disperato, si tolse la vita.

Nel 2013 a Napoli l’Arciconfraternita dei pellegrini decise per lo sfratto per morosità un nucleo familiare di sette persone, finito poi in mezzo alla strada. Ad Amalfi, nel 2015, la curia arcivescovile cacciò dai suoi muri un centro anti-diabete che assisteva 400 pazienti, per poi dare in affitto la proprietà a uno studio legale.

E la lista solo parziale fatta dalla Verità è lunga e comprende anche il caso in provincia di Bologna, dove una decina di anni fa le scuole medie del paesino di Lagaro vennero sfrattate dagli immobili della parrocchia che occupavano, quando l’istituto si rifiutò di pagare l’affittoannuo raddoppiato, passato da 11mila a 22euro.

Infine, clamorosa la vicenda della “Banca degli abiti” di Salerno, struttura che assiste poveri e senza tetto dando loro vestiti con i quali coprirsi e scaldarsi, sfrattata dalla sede che occupava della parrocchia Maria Santissima della Medaglia Miracolosa.

Insomma, viene da chiedersi dov’era il Vaticano e il cardinale Krajewski in tutti questi casi, che non sono stati fatti transitare nel megafono dell’informazione nazionale…

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