Pugno duro di Londra sui migranti: braccialetto elettronico e scansioni del viso. Ong protestano: “È razzismo”


Da Il Giornale – Il governo britannico ha messo a punto una stretta nei riguardi di determinate categorie di migranti, allo scopo di rafforzare i controlli verso gli stranieri incriminati per reati. È quanto si apprende da una bozza, visionata dalla stampa d’Oltremanica, e stipulata tra i ministeri dell’Interno e della Giustizia con una società specializzata nella produzione di strumenti di sorveglianza.

La stretta in questione si basa su due obblighi fondamentali per gli immigrati: indossare un particolare smartwatch e sottoporsi a più scansioni facciali al giorno. Secondo il contratto stipulato pochi mesi fa dal governo di Sua Maestà, che verrò applicato in autunno, i migranti condannati dalle Corti penali nazionali dovranno portare, quale alternativa al classico braccialetto elettronico, uno smartwatch progettato per trasmettere all’istante alle forze dell’ordine, la posizione la posizione geografica del condannato.

Gli stranieri dovranno usare lo stesso dispositivo per scansionarsi la faccia fino a cinque volte al giorno. Le fotografie facciali scattate utilizzando i cyber-orologi verranno poi inviate alla polizia per confrontarle con le immagini biometriche del viso registrate nei database degli agenti, in modo da assicurare un controllo periodico e minuzioso degli stranieri condannati. In base alle informazioni raccolte dai giornali inglesi, il rafforzamento del monitoraggio dei migranti costerà alle casse pubbliche circa 6 milioni di euro.

Il piano del governo, una volta svelato dalla stampa, ha immediatamente fatto infuriare le ong a difesa dei diritti dei richiedenti asilo e a difesa della privacy, con Lucie Audibert, esponente dell’associazione Privacy International, che ha dichiarato: “Il riconoscimento facciale è noto per essere una tecnologia imperfetta e pericolosa che tende a discriminare le persone di colore e le comunità emarginate.

Queste ‘innovazioni’ nella polizia e nella sorveglianza sono spesso guidate da aziende private, che traggono profitto dalla corsa dei governi verso la sorveglianza totale e il controllo delle popolazioni. Attraverso le loro tecnologie e algoritmi opachi, facilitano la discriminazione del governo e le violazioni dei diritti umani senza alcuna responsabilità. Nessun altro paese in Europa ha dispiegato questa tecnologia disumanizzante e invasiva contro i migranti“.

Leggi la notizia su Il Giornale