Prof plurilaureato si ribella: “Io non mi vaccino, non voglio fare la cavia. E non pago i tamponi”


Di Cristina Gauri – Roma, 2 set — Rifiuta il vaccino, è contrario al green pass e non vuole nemmeno pagare i tamponi: è il «prof» Valentino Di Carlo, 41 anni, insegnante precario a Lecco che in un’intervista rilasciata a Repubblica dichiara di la sua contrarietà alla misura del passaporto vaccinale: introdotto — sulla carta — per motivi sanitari, di sanitario ha però ben poco.

Il prof contro il Green pass: “Non voglio fare la cavia”

Di Carlo non può certo definirsi un analfabeta funzionale: tre lauree — in Scienze Politiche, Scienze Filosofiche e Lettere Moderne — afferma di non essere contro i vaccini. «Il punto non è vaccino no o vaccino sì, io sono a favore dei vaccini: quello che rasenta l’incostituzionalità è il fatto che si obblighi il lavoratore ad accedere al luogo di lavoro soltanto con il Green Pass».

Il prof esprime la propria preoccupazione riguardo la sicurezza del vaccino anti Covid. «Vorrei vederci più chiaro e non fare la cavia: che poi sia utile vaccinare in questo momento storico per calmierare il contagio, lo capisco: però non mi si può chiedere un foglio per entrare al posto di lavoro. La mia scelta è una scelta attendista: massima fiducia nella scienza, ma sicuramente l’evoluzione del lavoro fatto dagli scienziati sul vaccino ha bisogno ancora di qualche limatura». Anche perché nemmeno le case farmaceutiche sono in grado di affermare che i vaccini anti Covid non avranno effetti a lungo termine sulla salute dei pazienti: lo scrivono persino sul bugiardino.