Porto Recanati, 2 vite spezzate: “Il pusher marocchino non doveva essere libero, non doveva essere qui” (video)





“Non dovevano essere qui, hanno distrutto famiglie e spezzato vite. L’unica opzione che ci chiedono gli italiani: tolleranza zero verso gli spacciatori, tolleranza zero verso chi viene nel nostro Paese a delinquere e uccidere”. Il commento del ministro Salvini sul caso dello spacciatore marocchino che ha spezzato la vita a di Gianluca Canotti e di sua moglie Elisa Del Vicario.


Alla guida di quella Audi A6 che ha stravolto una famiglia, uccidendo Gianluca Carotti ed Elisa Del Vicario, c’era lui: Marouane Farah, 35 anni, marocchino ma in Italia da oltre 15 anni. Nato a Casablanca ma residente nelle Marche, dal suo profilo Facebook si nota un grande amore per i motori, soprattutto per le moto: faceva l’operaio, alla NeroGiardini di Monte San Pietrangeli, e da poco era rientrato a lavoro dopo un periodo di assenza.

Farah era stato arrestato già il 13 aprile dell’anno scorso: un maxiblitz dei Carabinieri di Macerata lo aveva infatti visto coinvolto nel sequestro di 225 kg di hashish (un chilo era stato trovato a casa sua). Il marocchino era stato poi rilasciato e sottoposto al semplice obbligo di firma, prima del nuovo arresto di ieri per omicidio stradale: al momento dell’impatto tra la sua auto, su cui viaggiavano anche due suoi connazionali (rimasti feriti) e la Peugeot della coppia, Farah era ubriaco e sotto l’effetto di droga.

"IL MAROCCHINO ASSASSINO DELL'AUDI NON DOVEVA ESSERE IN ITALIA" (04.03.2019)

Non dovevano essere qui, hanno distrutto famiglie e spezzato vite.L'unica opzione che ci chiedono gli italiani: TOLLERANZA ZERO verso gli spacciatori, TOLLERANZA ZERO verso chi viene nel nostro Paese a delinquere e uccidere.

Gepostet von Matteo Salvini am Montag, 4. März 2019

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