Platinette si scaglia contro il Ddl Zan: “Legge pretestuosa e discriminante. Limitazione della libertà d’opinione”


Di Ilaria Paoletti – Roma, 24 apr  – Mauro Coruzzi, per tutti Platinette, è gay dichiarato e drag queen ma queste due cose non hanno fatto sì che si “confondesse” nella moltitudinde dei personaggetti da salotto tv. Ha qualcosa da ridire – giustamente – anche sul Ddl Zan.

Platinette vs il Ddl Zan: “Le leggi già ci sono”

Platinette, ospite da Giuseppe Cruciani a La Zanzara, ha messo in chiaro di avere molte, moltissime cose da ridire sul Ddl Zan che ci viene spinto fino alla nausea da vip, vippucci, fenomeni da baraccone e campagne socia. Incalzato da Cruciani, che gli dice: “Siccome ci stanno rompendo i coglioni su questo DDL come se fosse la salvezza di tutti gli omosessuali che vengono picchiati, io voglio portare avanti una grande battaglia, perché le leggi già ci sono”, Platinette accende la polemca.

“No all’utero in affitto”

“È una legge che discrimina” dichiara Platinette “non siamo come i panda, a rischio estinzione. Finisce per discriminare, come dice la Concia. Se passasse mai che l’utero in affitto è una regola praticabile, è una forma di offesa per le donne“. Già, perché tra gli oppositori al Ddl Zan c’è anche Anna Paola Concia, una dei primi deputati dichiaratamente omosessuale nella storia della Repubblica italiana. Anche lei è omofoba?

Il ddl Zan e il rischio del reato d’opinione

Per Platinette, il problema è anche che col decreto legge messo “a punto” dal senatore Alessandro Zan si scade nel reato d’opinione: “Non sono contrario al DDL ma mi sembra una limitazione della libertà espressiva”. Da pari suo, Parenzo insorge dicendo che una  legge, se passata alla Camera, non può essere liberticida (così fosse, non ci sarebbe nemmeno bisogno del Ddl Zan, giusto? Basterebbero le leggi che già ci sono…). “La legge non cambia l’etica”, puntualizza Platinette.

“Una legge che dovrebbe introdurre nelle scuole il concetto di diversità di genere, inteso come l’unico praticabile. È una legge pretestuosa e discriminante verso altre categorie di persone. Come nei confronti delle donne”. Il fatto che il Ddl Zan e le carambole in esso contenuto relative al genere siano in realtà discriminanti per le donne è un appunto fatto vigorosamente anche dalle femministe. Ma questo, sia chiaro, non lo leggerete su Vanity Fair. E’ meglio che la società diventi “fluida”.

Ilaria Paoletti

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