Platinette all’attacco: “Ddl Zan legge liberticida, da Germania dell’Est. L’utero in affitto? Aberrante, una violenza”







Di Elena Sempione – Roma, 4 mag – Ormai ne ha fatto un punto d’onore, una linea di confine che non si deve superare. Stiamo parlando di Mauro Coruzzi, in arte Platinette, e delle sue ripetute bordate al Ddl Zan. Un disegno di legge che, almeno a parole, vorrebbe combattere la cosiddetta «omotransfobia», ma che in realtà mira a silenziare e reprimere ogni forma di dissenso nei confronti dell’ideologia Lgbt.

Il Ddl Zan «non mi piace per niente», ha infatti dichiarato Platinette. Che poi spiega: «Non mi piace l’arroganza con la quale si tenta di imporre a tutti ciò che è ovvio e che tutte le persone ragionevoli e razionali sanno, cioè che non devono esserci discriminazioni o aggressioni di nessun tipo sulla base dell’orientamento sessuale».

Platinette contro il Ddl Zan

In effetti, fa notare Platinette in un’intervista a Famiglia Cristiana, esistono già gli strumenti giuridici per punire aggressioni e discriminazioni di ogni genere, e quindi il Ddl Zan non serve a nulla: «La legge non risolve questi problemi perché tutte le norme possono punire ma non educare. Per le aggressioni esiste già il codice penale mentre se vogliamo considerare offensivo e persino reato l’utilizzo di un linguaggio anche dissacratorio o imporre come diktat ad esempio la dicitura “genitore 1” o “genitore 2”, ecco tutto questo mi fa paura. Sono leggi liberticide, da Germania dell’Est».

Sempre a proposito di Ddl Zan, Platinette torna su un altro tema sensibile, quello dell’utero in affitto. Il noto conduttore, infatti, intende rivendicare «il diritto di dire che l’utero in affitto è una pratica aberrante, con i figli ridotti a un prodotto che si ordina e poi si ritira dopo nove mesi. È una violenza inaudita sulle donne ridotte a fare figli per conto terzi e non basta dire che ci sono alcune che scelgono di farsi pagare perché magari sono persone povere e quindi costrette a fare questo. In ogni caso, posso avere la libertà di dire che è una pratica abominevole? Molte donne lesbiche che fanno parte della comunità Lgbt si sono ribellate all’utero in affitto perché la considerano qualcosa di violento e maschilista».

Una tirannia arcobaleno

A proposito di lobby Lgbt, anche qui Platinette rifiuta qualsiasi «cappello» di persone politicamente interessate: «Io non sono la comunità Lgbt ma una persona che tenta di ragionare con la propria testa. La comunità rischia di diventare una specie di prigionia. Se uno ha un’inclinazione omosessuale deve appartenere per forza a un gruppo? Io ho partecipato con la mia band musicale composta tutta da donne a diversi gay pride ma ho sempre sentito una forma di chiusura da quel mondo come se gli omosessuali dovessero essere tutti di una parte politica rispetto a un’altra o comunque con un’etichetta precisa addosso». Insomma, conclude il conduttore, «m’inorridisce il fatto che siccome uno è omosessuale debba pensare in un certo modo e dire certe cose. Per me questo è sessismo e razzismo al contrario».

Elena Sempione

Leggi la notizia su Il Primato Nazionale


Segui le nostre rassegne su TELEGRAM e su TWITTER