Pioggia di denaro dell’Unione Europa sull’accoglienza che ha investito la sinistra in Emilia Romagna


 – L’Emilia Romagna è la seconda regione in Italia, subito dopo la Lombardia, per numero di migranti ospitati all’interno dei centri d’accoglienza.Secondo i dati aggiornati fino al 15 novembre 2019, le regione ospita 7.322 migranti all’interno dei centri, 2.210 invece sono attualmente all’interno dei Siproimi, per un totale di 9.532 persone ospitate.

Il motivo risiede nel fatto che, soprattutto dal 2014 in poi, all’interno del territorio emiliano sono sorti diversi centri per i quali la regione ha bandito relative gare d’appalto e su cui sono stati riversati molti soldi destinati all’accoglienza. L’Emilia, regione rossa per eccellenza, ha sempre avuto un occhio di riguardo proprio all’accoglienza dei migranti. E questo ora sta attirando non poche polemiche politiche, a partire dalla pioggia di fondi europei che negli ultimi anni ha investito la regione.

Dall’Ue almeno 12.5 milioni di Euro per i migranti

La macchina burocratica non ha conosciuto soste, specialmente negli ultimi anni: tra bandi e progetti, la regione guidata da Stefano Bonaccini è riuscita ad intercettare molti soldi dalla cassaforte europea. Non si tratta soltanto delle somme destinate alla semplice accoglienza dei migranti e dunque volte a dare agli ospiti dei centri vitto ed alloggio. Al contrario, si tratta di soldi volti a finanziare progetti di integrazione dei migranti, i cosiddetti “Fondi Fami” che l’Ue mette a disposizione per tale scopo. I progetti, come ha notato Libero, sono iniziati già nel 2014, ma il grosso dei finanziamenti riguarda il quinquennio 2016 – 2021: per questi cinque anni, l’Emilia Romagna si è assicurata 12.5 milioni di Euro. Cifre non certo indifferenti, specie in periodi di emergenze di ogni tipo come quelli attuali. Di questi 12.5 milioni, 4.4 sono destinati a corsi di italiano, corsi di formazione civica ed all’aggiornamento di docenti ed insegnanti. Poi ci sono le somme “piovute” su cooperative, associazioni e comuni che si sono distinti per la loro attività di accoglienza. Al comune di Parma ad esempio, amministrato dall’ex grillino Pizzarotti, tra il 2016 ed il 2018 sono andati una buona parte dei 416mila Euro per l’orientamento e l’ accompagnamento ai servizi e presa in carico di cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti, oltre che per la consulenza e mediazione al sistema dei servizi e formazione degli operatori. Ai comuni di Bologna, Reggio Emilia, Ravenna, Ferrara e Forlì sono andati, assieme ad Ervet Spa, 186.175 Euro per azioni di comunicazione istituzionale, facilitazione e sviluppo delle attività di comunicazione istituzionale sui temi dell’immigrazione. Ervet Spa, per la cronaca, è una società della regione Emilia che opera come agenzia di sviluppo territoriale. Altre somme sono state stornate a favore di associazioni e cooperative che si occupano di accoglienza. Tra queste, risulta anche il consorzio L’Arcolaio, lo stesso che ha gestito il centro Mattei di Bologna, chiuso dall’ex ministro Salvini e riaperto nelle scorse settimane.

Le critiche politiche

Una situazione, quella sopra descritta, che ha innescato non poche polemiche. Inevitabili peraltro, vista anche la vicinanza delle elezioni regionali, le quali si terranno il 26 gennaio e che si preannunciano come importanti sotto il profilo politico nazionale. Le polemiche non vertono sulla gestione dei fondi in sé, ottenuti regolarmente dalla Regione Emilia Romagna, quanto sull’opportunità di investire così tanto sull’accoglienza. Ad esempio, nei giorni scorsi un consigliere comunale di Bologna di Fratelli d’Italia, Marco Lisei, ha sollevato il caso con riferimento alla mancanza di fondi per altri problemi considerati maggiormente prioritari: “Constatare che ci sono milioni per progetti legati all’immigrazione e sentirsi dire che non ci sono risorse per servizi e infrastrutture lascia a dir poco perplessi”, ha sottolineato l’esponente del partito della Meloni. La pioggia di milioni legati all’accoglienza verso la regione Emilia, ha destato non poche perplessità anche in relazione al clima che si respira tra la popolazione a riguardo. Nei giorni scorsi ad esempio, un gruppo di cittadini di Ravalle, piccola frazione di Ferraraè sceso in piazza minacciando blocchi stradali dopo la notizia, poi smentita, della possibile apertura di un centro per richiedenti asilo. Il tema in Emilia è molto sentito: la stessa Ferrara nei mesi scorsi è passata dal Pd alla Lega, molti cittadini non vedono di buon occhio ulteriori investimenti sull’accoglienza. Da qui i malumori e le critiche sull’opportunità della pioggia di fondi europei in tutta la regione.

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