Pierluigi Bersani vaneggia a L’Aria che Tira, l’ordine alla Meloni: “Riconosca il 25 aprile, e subito!”



Da Il Primato Nazionale – Roma, 7 set – Pierluigi Bersani vuole che Giorgia Meloni riconosca il 25 aprile. Vuole, sostanzialmente, che il presidente di FdI affermi ciò che vuole lui (e la sinistra). Non che sia una novità, ma le dinamiche, in questo caso, sono interessanti.

Bersani: “La Meloni riconosca il 25 aprile il prima possibile”

Bersani chiede alla Meloni di riconoscere il 25 aprile. Lo fa durante la trasmissione odierna L’Aria che Tira, di fronte alla conduttrice Myrta Merlino. Con i suoi soliti toni pacati, quasi dolci. E sappiamo che il tono di voce, spesso, tende a mettere in secondo piano la violenza assoluta di certe affermazioni. Con la pacatezza si può anche chiedere una condanna a morte, con la finta dolcezza si può far finta di accogliere milioni di clandestini promuovendo schiavismo e disoccupazione ai tuoi cittadini, con la sobrietà e i bassi decibel si possono perfino portare alla fame milioni di famiglie italiane, tramite imposizioni europee o sacrifici sull’energia.

Lo sappiamo. Bersani, in questo, è un maestro. Chiede obbedienza alla Meloni sulla solita questione antifascista, ma la prende larga per cercare – invano – di essere originale. “Se fossi in lei, prenderei le distanze ma non condannando il fascismo eccetera”. Un inizio il quale, in effetti, potrebbe ingannare e far pensare: Bersani sta dicendo qualcosa di nuovo!

E invece, la frase successiva, conferma la solita abitudine, in forma se è possibile ancora più impositiva: “Direi semplicemente che deve riconoscere il 25 aprile come festa della liberazione e come fondamento comune del nostro Paese”. Insomma, fucile puntato, ma dopo un’introduzione morbida. Poi la definitiva trasformazione, quando l’ex segretario del Pd aggiunge: “Deve farlo il prima possibile”. “Deve”. Senza possibilità di sfuggire all’ennesima richiesta di sottomissione.

L’ennesimo diktat

Insomma, questo atteggiamento non ha mai fine. La sinistra, alla Meloni, non fa altro che chiedere di non essere la Meloni e ad FdI di non essere FdI. Di trasformarsi in qualcos’altro. Come d’altronde lo chiedeva prima di lei ai precedenti “nomi forti” della destra italiana, o perfino del centro, se alleati con la destra medesima. Ed è così che FdI, logicamente, si trasforma in qualcos’altro, diventando, a forza o spontaneamente, la brutta copia del Pd e delle sue imposizioni culturali, etiche e storiche.

Magari prima per un pezzettino, poi quasi totalmente. Il Feudo non si smentisce mai. E ci ricorda ogni giorno, pure in dichiarazioni di sbieco di un uomo da tempo affiliato ai suoi partiti satellite (quali sono Liberi e Uguali – Articolo Uno, cui Bersani aveva aderito nel 2017). Ci fa presente costantemente quanto la sua volontà non possa mai essere discussa, ma solo recepita acriticamente e ossequiata. Magari con un bell’inchino.

Stelio Fergola

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