Piacenza, parroco elogia Salvini: “Col rosario in mano e anche inginocchiato in Chiesa. Magari facessero tutti così”


Di Leonardo Trespidi – Con il collarino bianco e il crocifisso al collo non ha esitato a stingere la mano a Matteo Salvini di passaggio a Cortemaggiore domenica 8 settembre per l’inizio della campagna verso le Regionali dell’Emilia-Romagna. Così il co-parroco del comune della Bassa, don Giancarlo Plessi, è stato immortalato in una foto poi apparsa sui canali web ufficiali del senatore della Lega. Una foto che ha fatto sorridere benevolmente molti amici del sacerdote e i simpatizzanti locali del partito, ma anche fatto storcere il naso a più di uno.

Don Plessi, come mai questa foto con Salvini? È un suo sostenitore?

«Era alla “Festa Granda” degli Alpini qua a Cortemaggiore, era appena terminata la Messa celebrata dal vescovo monsignor Gianni Ambrosio e me lo sono ritrovato davanti. Per gentilezza si salutano le persone e semplicemente è quello che ho fatto. Io suo sostenitore? Da bravo sacerdote voglio bene a tutti, sono diplomatico (sorride, nda)».

Molti suoi “colleghi” non vedono di buon occhio il leader leghista che estrae il rosario durante i suoi comizi di piazza. Lei cosa ne pensa?

«Rispetto sempre le scelte delle persone. Molti ci leggono un’evidenziazione un po’ esagerata, ma non penso che sia così: anche perché dopo tutte le critiche che gli sono state rivolte avrebbe già smesso di fare propaganda in questo modo, invece lo fa tranquillamente. Ad esempio anche ieri è entrato in chiesa (“Che bella la vostra basilica! Posso visitarla?” – ha detto al consigliere regionale Matteo Rancan, nda), si è inginocchiato ed è stato lì un po’. Magari facessero così tutti, soprattutto i sedicenti cattolici».

Non pensa che le politiche della Lega in materia di immigrazione e accoglienza siano ben differenti da ciò che dice il Vangelo?

«Vedo i commenti dei vescovi africani che continuano a dire di emigrare e questo mi dà abbastanza sollievo. E conosco bene le persone che seguono e aiutano le missioni cristiane in quel Continente: altroché Ong, loro sembra che non esistono, non “escono” dalle bocche di nessuno. Invece operano sul campo, agiscono e lavorano, dovrebbero avere un po’ di sostegno. Senza dubbio l’accoglienza è una cosa seria, io ne accolgo molti e non solo del Terzo Mondo che in certi casi si manifesta anche qua da noi: ho tante famiglie in difficoltà che cerco sempre di aiutare. Ma di questo non se ne parla. Così come non si parla, e bisognerebbe avere il coraggio di porsi in modo critico, di chi in quel Continente sfrutta, come le multinazionali: la Chiesa dovrebbe essere più chiara nel definire con il loro nome chi ha provocato le crisi nei Paesi dove c’è molta miseria. I nomi non si fanno mai, nemmeno da parte della sinistra che è sempre stata antimperialista».

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