PD e M5S sempre dalla parte dei criminali: “Il governo vuol sabotare i taser alla polizia”. Bloccata la fornitura


Di – Sarà un problema tecnico, oppure politico? Se lo chiedono i sindacati di polizia, ormai convinti che i taser, già sperimentati con efficacia, difficilmente diventeranno realtà con l’attuale maggioranza politica. Nei giorni scorsi, infatti, la gara per la fornitura delle pistole elettriche, assegnata alla società Axon, si è inceppata a causa di un problema sul capitolato tecnico. E così i corsi di formazione per istruire i poliziotti ad utilizzare il dispositivo, che si sarebbero dovuti tenere la prossima settimana, sono stati sospesi. Per ora tutto rinviato, poi si vedrà.

È ormai dal lontano 2014 che si parla di taser in Italia. Il Dipartimento di Ps ha realizzato istruttorie tecniche, tavoli interforze, progetti, ipotesi. Poi nel 2018 con Salvini si era arrivati alla sperimentazione ai reparti operativi territoriali. “Su 15 interventi nei quali gli operatori avrebbero dovuto ricorrere alla forza, in 14 casi la sola apparizione della pistola a impulsi elettrici ha provocato la desistenza dell’aggressore di turno”, dice il segretario del Sap, Stefano Paoloni. Insomma: le cose andavano bene. L’anno scorso è stata quindi indetta una gara per l’acquisto delle armi elettriche, vinte dalla Axon Public Safety Germany Se con l’arma Taser modello X2. Unica a partecipare al bando. Tutto sembrava filare liscio come l’olio. Poi però la commissione ha eseguito le prove balistiche e , spiega il Dipartimento, sono emerse difformità rispetto ai requisiti richiesti”. Per la precisione, “in merito alla prova di sparo fuori bersaglio, sono state riscontrate delle criticità relative alla fuoriuscita dei dardi, che hanno dato risultanze non conformi alle previsioni del Capitolato tecnico”. E così la Axon è stata esclusa dalla gara. Tutto da rifare.

L’azienda non l’ha presa bene, parlando di “stupore e grande sorpresa”. Nel corso delle precedenti prove balistiche, “svolte in piena conformità di legge ed in contraddittorio”, spiega la Axon, “i dispositivi della società avevano dimostrato piena aderenza alle specifiche tecniche previste dal Bando di gara in oggetto”. Cosa è andato storto? “Nei test, peraltro non richiesti in nessun altro Paese che ha chiesto il Taser – dice Paoloni – si sono distaccati più dardi di quelli previsti nel margine di tolleranza”. Ora si preannuncia una battaglia legale. La società infatti ha già fatto sapere che farà una “richiesta di accesso agli atti” per ottenere i “verbali della prova balistica”. Inoltre avanzerà anche una “richiesta di annullamento in autotutela del provvedimento di esclusione” e chiederà la ripetizione, in contraddittorio, “dei test balistici sulla campionatura”. Axon infatti è convinta “della conformità alle specifiche tecniche fissate in gara e della piena funzionalità e sicurezza dei dispositivi e accessori di produzione Axon”. Tradotto: tempi più lunghi prima di vedere i taser nelle fondine di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

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