Patto di Malta, Emmanuel Macron mette già le mani avanti: “No all’accoglienza dei migranti economici”




Da parte di Macron arriva un chiaro messaggio: no all’accoglienza indiscriminata che tanto piace alla sinistra Open Borders e no ai migranti economici, che devono essere rispediti a casa. Nei giorni scorsi, e prima di incontrare il premier Giuseppe Conte a Roma, come riporta La Stampa, Macron ha incontrato i deputati del suo partito, la République en Marche. Durante l’incontro, il presidente francese ha chiesto una stretta sugli immigrati. Vuole eliminare “le distorsioni del diritto d’asilo”, per cui in Francia, dopo gli afghani, sono i georgiani e gli albanesi i richiedenti più numerosi (provenienti da due Paesi che non hanno diritto allo status di rifugiati). Inoltre, Macron pretende dai suoi parlamentari nuove norme che limitino il ricongiungimento familiare.

Quando Macron faceva la morale all’Italia

L’approccio realista e pragmatico del presidente Emmanuel Macron sul tema dell’immigrazione – che ha chiuso da tempo il confine di Ventimiglia così come i porti francesi – stona un po’ con le polemiche di quest’estate contro l’Italia. Prima di riappacificarsi con il nostro Paese – grazie all’insediamento del governo “giallo-rosso” – il capo dell’Eliseo è stato protagonista di numerosi battibecchi con l’ex ministro dell’Interno e leader leghista Matteo Salvini. “Dobbiamo rispettare le regole umanitarie e del diritto marittimo internazionale. Quando una nave lascia le acque della Libia e si trova in acque internazionali con rifugiati a bordo deve trovare rifugio nel porto più vicino. È una necessità giuridica e pratica. Non si possono far correre rischi a donne e uomini in situazioni di vulnerabilità”, osservò Macron a Parigi lo scorso 22 luglio, sottolineando che “l’impegno della Francia è totale per proseguire una politica efficace e che risponda ai nostri principi. Non dobbiamo lasciar montare i populismi da nessuna parte”.

“Visto che il governo francese è così generoso (almeno a parole) con gli immigrati, indirizzeremo i prossimi eventuali barconi verso Marsiglia” replicò Salvini. “Sarebbe bello che i governi francese e tedesco si occupassero di quello che succede in Francia e Germania e non dessero lezioni all’Italia”. Ora, lo stesso Presidente francese che dava lezioni di umanità all’Italia e parla di una “mancanza di solidarietà europea” agisce né più né meno proprio come il suo rivale Salvini, chiudendo i rubinetti dell’immigrazione illegale.

Il bluff di Malta

Nonostante i toni trionfalistici del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il documento di Malta si è rivelato in poche ore quello che in realtà è: un bluff. Appena la bozza è finita nelle mani delle cancellerie europee è subito apparso chiaro che il meccanismo sugli sbarchi e la ripartizione dei migranti discussi ieri al mini-summit della Valletta non risolveranno affatto l’emergenza immigrazione né argineranno le partenze dal Nord Africa. L’adesione, fanno sapere all’agenzia Agi fonti vicine al dossier, sarà infatti “totalmente volontaria” e non ci sarà “obbligatorietà” per i Paesi che decideranno di partecipare.

Come scrive inoltre Mauro Indelicato su InsideOver, di redistribuzione e di rimpatri se ne parla già da anni ed esecutivi di diverso colore da almeno due decenni provano ad imprimere simili svolte nel contrasto all’immigrazione. A La Valletta cinque ministri dell’interno dell’Ue raggiungono un’intesa preliminare in cui si sancisce la redistribuzione automatica, ma dei soli migranti che arrivano con le navi ong o che vengono salvati dalle navi militari, pari al 10% dei migranti che arrivano nel nostro Paese. Sempre che l’accordo vada effettivamente in porto.

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