Palermo, una donna aggredisce a morsi e tenta di strangolare la “fidanzata”: arrestata per maltrattamenti



Da Il Primato Nazionale – Palermo, 11 ago — La narrazione dominante dipinge le coppie gay come paradisi di affetto, premure e dolcezza, sparando invece ad alzo zero sulle unioni eterosessuali, tratteggiandole come un alveo di ipocrisia pura in cui si perpetrano i peggiori abomini: la realtà delle statistiche e degli episodi di violenze all’interno di coppie omosessuali riferiti dalle cronache ci riporta però ad un’altra, amara realtà.

Anche le coppie gay sono violente

Da Palermo, ad esempio, ci arriva la notizia dell’arresto di una 33enne residente nella zona di Casa Professa, finita in manette perché durante una lite avuta con la fidanzata, una 26enne, l’avrebbe picchiata, morsa e tentato di strangolarla. Per la vittima si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso dove vi è arrivata in codice rosso, con il corpo cosparso di ferite e contusioni. Un vero massacro. L’accusa è quella di maltrattamenti in famiglia, data la relazione di convivenza tra le due.

L’irruzione degli agenti

Gli agenti sono intervenuti sul posto dopo le chiamate al 112 di alcuni vicini di casa, allarmarti dalle urla lanciate dalla vittima mentre veniva massacrata dalla compagna. Quando gli agenti del commissariato Oreto e dell’Ufficio hanno fatto irruzione nell’appartamento, si sono ritrovati davanti le due donne nel mezzo della violentissima lite, con la 33enne che stava avendo la meglio sulla propria compagna.

Una volta placata la furia della donna, gli agenti hanno ascoltato le versioni di entrambe. La 26enne, che presentava graffi, lividi, escoriazioni e i segni dello strangolamento attorno al collo, ha spiegato di essere stata assalita dalla compagna che oltre a tentare di strozzarla, le avrebbe sbattuto ripetutamente la testa contro il pavimento.

Ai domiciliari

Una volta al pronto soccorso la giovane è stata sottoposta a una Tac per sospetto trauma cranico, mentre la 33enne è stata arrestata e sottoposta ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, quando cioè il magistrato stabilirà se applicare una misura cautelare in attesa del processo.

Cristina Gauri

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