Padova, richiedenti asilo esigono restare fuori fino a tardi e pestano un volontario della coop


Da Il Gazzettino TRIBANO – Pare volessero rimanere fuori dall’appartamento dove sono ospiti fino a tarda notte, ma le regole imposte dalla cooperativa non lo prevedevano. Tanto è bastato per creare trambusto tra migranti e volontari.

Momenti di tensione a Tribano in via Mazzini per una lite scoppiata tra migranti ospiti di un appartamento della cooperativa Un mondo di gioia di Monselice. I fatti risalgono ad inizio settembre. Ieri i carabinieri della Compagnia di Abano hanno denunciato per lesioni personali in concorso due siriani rispettivamente di 20 e 28 anni.

Cosa è successo

Secondo la ricostruzione, i due giovani soggiornano nell’appartamento e avrebbero avuto uno scontro verbale con i responsabili della cooperativa legati pare all’orario di rientro la sera. La discussione è ben presto sfociata in violenza e sono scappati spintoni e qualche schiaffo. Sta di fatto che sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tribano per riportare la calma.

Il volontario della Cooperativa è stato medicato all’ospedale di Monselice. Per lui qualche giorno di prognosi. I militari, non appena hanno ricostruito la vicenda, non hanno potuto far altro che procedere con la denuncia. Della vicenda di via Mazzini è al corrente il sindaco di Tribano Massimo Cavazzana. «In piena sinergia con la Prefettura stiamo ospitando una media di dieci massimo dodici migranti in un paio di appartamenti di via Mazzini.

Fino ad oggi non era mai capitato nulla di particolare. É naturale, tuttavia, che se lasciamo questi ragazzi inoperosi per tutta la giornata, possano capitare motivi di tensione anche banali, ma che possono sfociare in violenza. Mi auguro che il volontario della cooperativa Un mondo di gioia si sia ripreso regolarmente e possa continuare a svolgere il proprio lavoro».

La permanenza

Per dare un senso alla permanenza in Italia di questi richiedenti asilo, il primo cittadino Cavazzana non ha dubbi: «Come amministrazione comunale abbiamo deciso di investire per impartire loro i più elementari rudimenti della lingua italiana, ma allo stesso tempo stiamo cercando di inserirli in progetti di lavori socialmente utili.

Lo scopo è duplice: da un lato riempiamo le loro giornate con qualcosa di costruttivo e così facendo evitiamo che perdano tempo per strada senza far nulla di costruttivo. Dall’altro, non meno importante, facciamo in modo che in qualche modo si sentano realizzati e inizino un progetto di integrazione nella nostra società». Cavazzana spiega come sia difficile con questi ragazzi imbastire rapporti a medio e lungo termine.

«Il turnover è praticamente mensile. Stanno qua da noi qualche tempo, poi cambiano zona e lasciano Tribano. Contestualmente la cooperativa li sostituisce con altri richiedenti asilo. Quello che ci tengo a precisare è che il numero di presenze non supera mai le dodici unità e non si sono mai verificati problemi di ordine pubblico o convivenza. Approfitto anche per ringraziare i residenti che si sono sempre resi disponibili al dialogo e non hanno mai paventato malessere per queste presenze sul nostro territorio comunale». Nel frattempo i due denunciati a breve dovrebbero lasciare la struttura e trasferirsi altrove.

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