Padova, 38enne muore pochi giorni dopo la 3ª dose di vaccino. La madre: “Voglio sapere la verità”





Di Eugenio Garzotto – MONTEGROTTO TERME – «Voglio sapere come è morto mio figlio»: disperata, ma combattiva, Maria Rosa Laboragine, madre di Daniele Roncolato, il 38enne stroncato da un malore il 17 gennaio, pretende di conoscere tutta la verità sulle cause che hanno portato al suo decesso.

LA TRAGEDIA


Una tragica fine che la donna sospetta essere collegata alla vaccinazione anti-Covid cui Roncolato si era sottoposto di recente, facendosi iniettare la dose booster. «Non sono un medico e non posso affermarlo con certezza, ma sono troppe le cose che non tornano. Daniele aveva fatto la terza dose il 2 gennaio ed esattamente quindici giorni dopo, guarda caso il periodo entro il quale possono manifestarsi reazioni avverse, è morto». Non è l’unico aspetto da chiarire, secondo la madre.

Ve ne sono altri che gettano sulla scomparsa di Lele, com’era conosciuto da tutti, una luce inquietante. «La seconda dose se l’era fatta iniettare alla metà di agosto – continua la donna  nota anche come la sensitiva Rosemary – e subito dopo era stato ricoverato per otto giorni all’ospedale di Asiago per una grave forma di polmonite che lo aveva fortemente debilitato, anche se allora era risultato negativo al Covid». Esito completamente opposto, invece, quello del test eseguito sulla salma del 38enne prima di procedere con l’autopsia.

«Daniele era positivo. E lo sono anch’io, visto che vivevamo assieme». Maria Rosa Laboragine adesso è in quarantena e deve affrontare da sola queste ore difficilissime. Unico contatto con il mondo esterno il suo cellulare che squilla in continuazione: in tanti vogliono esprimerle il loro cordoglio, amici di Daniele, semplici conoscenti, ma anche esponenti politici. Dopo le condoglianze della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, le sono giunti i messaggi del Presidente del Veneto Luca Zaia e del senatore dell’Udc Antonio De Poli.

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