Orsini: «Gigantesche esercitazioni Nato in Ucraina già nel 2021. Putin disse “Fermatevi!”», ma l’hanno ignorato (Video)





Di Stelio Fergola – Roma 11 mar – Per pensare, è pagato il professor Alessandro Orsini. Come ogni esperto che si rispetti. E ci prova, il professore, a pensare, in diretta televisiva, ospite per la seconda volta consecutiva a PiazzaPulita, su La7. Ci prova e, soprattutto, invita gli interlocutori al ragionamento.

Il “pensare” di Orsini a una platea di sordi ottusi

“Noi siamo pagati per pensare”, dice Alessandro Orsini in un momento dell’intenso dibattito che lo vede impegnato, a fatica, nel tentativo di far ragionare gli interlocutori in studio, da un esagitato Mario Calabresi fino a un ormai ex pensatore che risponde – tristemente – al nome di Paolo Mieli.


Ci prova, Orsini, raccontando le operazioni Nato recentissime, nella speranza – rivelatasi poi vana – di far comprendere la situazione in cui siamo tutti coinvolti: “La Nato ha fatto tre, gigantesche, esercitazioni militari con scenari di guerra in Ucraina. Ne ha fatta una nel giugno 2021, che si chiama Brezza Marina, e che ha coinvolto 32 Paesi.

Hanno invitato anche l’Australia, che tecnicamente non fa parte della Nato, ma è come se ne facesse parte, e altri paesi amici della Nato. La Nato ha fatto un’altra gigantesca esercitazione militare nel luglio 2021, si chiama Tre Spade. Poi ha fatto un’altra gigantesca esercitazione militare, nel settembre 2021, chiamata Tridente Rapido. Nel settembre 2021, Putin stava sparando su delle Navi della Nato e ha detto ‘Fermatevi’, perché state portando questa situazione a un punto di collasso. Io mi domando: la Von der Leyen dov’era, quando succedeva questo?“.

Il professore aveva previsto – non che ci volesse granché – che le cose in Ucraina sarebbero precipitate. E si azzarda a immaginare un’ulteriore escalation in Georgia. Parliamo di un uomo, e non di un oracolo. Potrebbe sbagliarsi, e ovviamente ce lo auguriamo. Ma, in ogni caso, le previsioni corrette o errate sono sempre fondate su merci rare: studio e, soprattutto, ragionamento.

Viso consumato, quello di Orsini. Fisionomie da cui traspare, soprattutto, preoccupazione. Il volto di chi non si arrende di fronte ad argomentazioni che non variano da un copione ripetuto a spron battuto, quello di “Putin dittatore, sanguinario e malvagio” che sta inondando la nostra carta stampata e anche le nostre televisioni.

L’espressione di chi sta disperatamente provando a porre l’accento sul fallimento dell’Europa, sulla sua inconsistenza politica, sul suo sostanziale ripiegamento a diktat esterni che non fanno i suoi né i nostri interessi. Un tentativo caduto nel vuoto. Perché dall’altra parte non c’è voglia di ascoltare. E neanche di riflettere. Ovvero la ragione per cui “tutti noi siamo pagati”, per ribadire l’affermazione di Orsini.

Stelio Fergola

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