Orban indice referendum sulla legge anti-pedofilia e gender: “Decidono gli ungheresi, non Bruxelles”



Di Cristina Gauri – Roma, 21 lug — Gli ungheresi sono chiamati a partecipare a un referendum sulla tanto  discussa — e ingiustamente demonizzata — legge che vieta la diffusione ai minori di contenuti o rappresentazioni in cui si parli di omosessualità: lo ha annunciato il primo ministro Viktor Orbàn in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Orbàn incide il referendum sulla legge anti-gender

«Nelle scorse settimane — ha denunciato Orbàn — Bruxelles ha chiaramente attaccato l’Ungheria sulla sua legge a protezione dell’infanzia. Il nostro ordinamento non permette propaganda sessuale negli asili, nelle scuole, in tv e nella pubblicità. In gioco c’è il futuro dei nostri figli». Il premier ungherese lascia quindi la scelta ai suoi connazionali, indicendo un referendum. Che suona come una sfida diretta all’Ue: «Cinque anni fa è stata una consultazione popolare a impedire a Bruxelles di forzarci ad accettare i migranti. Li abbiamo fermati allora e possiamo farlo anche adesso».

L’Ue condanna la legge

Secondo la Commissione europea la legge discrimina la comunità Lgbtq: per questo motivo inizialmente era stato chiesto al governo di Orban di ritirare la norma. Poi l’Esecutivo comunitario ha avviato una procedura di infrazione, che lascia a Budapest due mesi di tempo per rivedere il provvedimento e dare una risposta.

Per Orbán «in molti Paesi dell’Europa occidentale gli attivisti Lgbtq conducono lezioni educative negli asili e nelle scuole. Vogliono fare lo stesso qui in Ungheria ed è per questo che i burocrati di Bruxelles ci minacciano e danno il via a procedure di infrazione ma così abusano del loro potere». Il premier magiaro aveva più volte precisato che le leggi approvate in Ungheria «non riguardano l’omosessualità»ma «la difesa dei diritti dei bambini e dei genitori».

I cinque punti del referendum

Gli ungheresi saranno chiamati ad esprimersi su cinque punti che riguardano la legge appena promulgata:

1) Siete d’accordo che nelle scuole pubbliche si parli ai minori di argomenti com e l’orientamento sessuale senza il consenso dei genitori?

2) Appoggiate la promozione delle procedure di riassegnamento di genere per i minori?

3) Siete d’accordo sul fatto che i trattamenti per la riassegnazione di genere siamo disponibili per i minori?

4)Siete d’accordo nel mostrare ai minori, senza alcuna restrizione, contenuti di natura sessuale che possono influenzarne lo sviluppo?

5)Siete d’accordo nel far vedere ai minori contenuti che mostrano la riassegnazione di genere?

Cristina Gauri

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