Ora Grillo attacca Salvini e insulta milioni di italiani: “Gli elettori che votano la Lega sono analfabeti”


Di Ilaria Paoletti – Piacenza, 18 lug  – Beppe Grillo prosegue il suo Insomnia Tour e questa volta dal palco di Villa Raggio di Pontenure, nel Piacentino ha condotto un attacco contro Matteo Salvini  e il suo partito, accusandone gli elettori di essere gli “ignoranti” d’Italia.

“il 35% degli italiani non sa leggere”

Il comico genovese, davanti ad un pubblico risicato, dati alla mano vorrebbe dimostrare che i poco alfabetizzati sarebbero i responsabili del successo elettorale e di consenso della Lega: “Il popolo italiano, siamo noi, 35 per cento degli italiani sanno a malapena capire quello che uno dice, leggere e scrivere. Che, combinazione, è la stessa percentuale della Lega”.

“M5S? Una zuppa di pesce”

Poi passa a deridere Salvini sulla questione delle pallottole che gli sono state inviate per minaccia: “Non so più cosa inventarmi… Al Tg1 ho detto che sono stato aggredito da un gatto. Ormai anziché buste coi proiettili ai politici, devi mandare una busta con dentro un libro”. A onor del vero, Grillo non lesina bordate nemmeno ai cinquestelle: “Eravamo un acquario: io, Casaleggio, Di Battista. Poi l’acquario è bollito e oggi siamo una zuppa di pesce”. Prende le distanze persino dal governo che vede i pentastellati alleati (instabili) della Lega di Salvini: “Governo? Che cos’è? Una parola che non significa più niente. Governiamo noi? Non si governa più ormai. Si cerca di fare qualcosa, e appena ci provi capisci che c’è qualcosa di strano”.

“Camilleri? Non si capiva un cazzo”

Ma, per fortuna, Grillo torna al suo bersaglio preferito, i giornalisti: “Sono criminali, sono loro i responsabili dell’appiattimento culturale”. Poi passa ad omaggiare, sui generis, Andrea Camilleri, lo scrittore siciliano appena dipartito: “Alzi la mano chi davvero ha mai letto un suo libro. Io mai. Non ci si capisce un cazzo, tutto in dialetto”.

Lo sproloquio in russo

Gli stessi giornalisti che prima lui aveva attaccato, lo interrogano a fine spettacolo riguardo allo “scandalo” Russiagate, ma Grillo con una battuta evita di rispondere: “Non posso, ho una religione che mi vieta di parlare”. Poi è passato a fingere di parlare il russo. E anche qui, di risate ne ha strappate ben poche.

Di Ilaria Paoletti

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