Ora Greta delira: i cambiamenti climatici e l’inquinamento? È colpa dei razzisti, del patriarcato e dei colonialisti


Di Ilaria Paoletti – Madrid, 5 dic – Dopo la tanto anticipata “crociera” sull’Atlantico, Greta Thunberg è sbarcata prima a Lisbona per poi dirigersi verso Madrid, dove si terrà la conferenza Onu sul clima – e dove sono già state organizzate manifestazioni di piazza in suo “onore”.

L’articolo per Project Syndicate

Parallelamente allarrivo della nostra eroina in catamarano ecologico (anche se poi tutti questi mezzi di spostamento così ecologici non sono, basta ricordare il suo precedente viaggio negli Stati Uniti) sul sito Project Syndicate è uscito un articolo di suo pugno sul perché sia giusto partecipare ai Fridays for Future madrileni. Di suo pugno, effettivamente non molto; il pezzo è stato co firmato da Angela Valenzuela (coordinatore dei gretini in Cile) e dall’onnipresente Luisa NeubauerQuest’ultima la conosciamo bene, dato che è praticamente un “emissario” della Open Society di Soros. D’altronde nemmeno il libro della Thunberg è stato veramente scritto da lei; lo ha scritto la madre-manager, e dell’ambientalismo parla poco o niente.

“Grandi impegni senza significato”

“Scioperare non è una scelta che apprezziamo; lo facciamo perché non vediamo altre opzioni” scrive la Thunberg. “Abbiamo visto svolgersi una serie di conferenze sul clima delle Nazioni Unite. Innumerevoli trattative hanno prodotto impegni molto alti ma alla fine vuoti da parte dei governi del mondo – gli stessi governi che consentono alle compagnie di combustibili fossili di trivellare sempre più petrolio e gas e bruciare il nostro futuro per il loro profitto” ecco una nuova, molto generica, bordata ai governi “cattivi” – senza mai evidenziare una scala di responsabilità.

Lo dicono gli scienziati!

“I politici e le aziende produttrici di combustibili fossili conoscono il cambiamento climatico da decenni. Eppure i politici lasciano che i profittatori continuino a sfruttare le risorse del nostro pianeta e distruggano i suoi ecosistemi in una ricerca di denaro rapido che minaccia la nostra stessa esistenza” scrive ancora la ragazzina svedese (o chi per lei). Non crederci sulla parola: gli scienziati stanno suonando l’allarme“, ricorda. Altrettanti scienziati sostengono tesi diametralmente oppostema forse questo Greta – o chi le scrive gli articoli – non lo sa o non lo vuole sapere.

Greta la “femminista”

Poi, qualora aveste ancora dubbi sull’impostazione “pseudo politica” di questo movimento, Greta addossa le colpe di questo ipotetico cambiamento climato al “maschio bianco eterosessuale”: “Tale azione deve essere potente e di ampio respiro. Dopotutto, la crisi climatica non riguarda solo l’ambiente. È una crisi di diritti umani, di giustizia e di volontà politica. I sistemi di oppressione coloniale, razzista e patriarcale l’hanno creata e alimentataDobbiamo smantellarli tutti. I nostri leader politici non possono più sottrarsi alle loro responsabilità”. Praticamente, Greta parla come Carola Rackete. Perché sono figlie dello stesso modo di pensare – e vanno sicuramente nella stessa direzione, in catamarano o con una nave delle Ong.

Di Ilaria Paoletti

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