Migranti, ora anche Romano Prodi attacca Matteo Salvini: “È un razzista. Ha acutito le tensioni sociali e razziali”




Foto Vincenzo Livieri - LaPresse

Il “professore” torna a voler dare “lezioni”. E stavolta è a Matteo Salvini che si rivolge. Romano Prodi, intervistato a Di Martedì da Floris, si lascia andare a critiche nei confronti del ministro dell’Interno. Poi parla di Pd, di Renzi e – ovviamente – di immigrazione.

L’aggettivo che io accompagno nella mia testa quando vedo Salvini non è proprio moderato – dice l’ex premier – Comunque certamente non moderato, quindi ha dei problemi anche lui nel lungo periodo a interpretare la società italiana. Perché tensioni oggi, tensioni domani e poi anche la tensione stanca“. Un affondo in piena regola: per Prodi il governo “non sta acuendo” le tensioni sociali e razziali, “le ha già acuite molto”. E a chi gli chiede se il leader della Lega è “razzista”, lui risponde così: “Si. Nel senso che quando dici ‘noi siamo diversi dagli altri’ dici anche questo. Mentre noi siamo una parte di mondo, con una grande cultura, una grande civiltà che dobbiamo custodire, ma con la cultura e non con l’odio“. E ancora: “Secondo me è un momento di riflessione in cui non c’è più il desiderio per definizione di tensione, di lite, che c’era stata fino a qualche mese fa. Adesso la gente comincia a dire ‘insomma dobbiamo convivere con gli altri perché se no se siamo isolati è sempre peggio’. Non si può litigare con i francesi, i tedeschi e con tutti. Questo è un sentimento nuovo che vedo arrivare“.

Anche sull’immigrazione non sono mancate le stoccate di Prodi nei confronti delle politiche del governo gialloverde e, in particolare, del ministro Salvini. “I barconi non arrivano ma la tensione è uguale – spiega il professore – Vede, quando ero presidente della Commissione Europea avevo proposto di fare delle università in comune: a Catania a Napoli, a Tunisi o a Tripoli. Con professori metà del nord e metà del sud e studenti metà nel nord e del sud. Se facciamo queste cose ricostruiamo. Adesso è come se ci fosse un muro e questo è quello che non va bene“. Secondo l’ex premier il “muro” contro i migranti “va spezzato”. In che modo? “Ho fatto l’esempio dell’Università – spiega Prodi – ma perché non fare la banca di sviluppo del mediterraneo con i denari dell’Europa e del sud, con quelli del golfo. Se lei costruisce questi momenti di collaborazione…Questo è la sostituzione dei barconi, non è il bastone a sostituirli“.

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