Ora alla sinistra fanno “schifo” i proletari: post delirante di Gori sui “poveracci poco istruiti” sostenitori di Trump







Di Cristina Gauri – Bergamo, 8 gen – Per il sindaco di Bergamo Giorgio Gori i sostenitori di Trump che nella giornata di lunedì hanno occupato il Congresso a Washington sono «poveracci poco istruiti, marginali e facilmente manipolabili».

Gori e il il disprezzo per i “poveracci”

In un tweet di commento che sarebbe potuto uscire dalla bocca del Direttore magistrale Duca Conte PierMatteo Barambani di fantozziana memoria, il primo cittadino orobico ha espresso tutto il tipico, profondo disprezzo della sinistra per il proletariato, per gli «ultimi». Per i poveracci, come li chiama lui. Ignoranti e manipolabili. Per la spina dorsale del Paese che ormai costituisce la «vena esaurita» di consenso nei confronti del progressismo, e quindi insultiamoli pure, o nel migliore dei casi trattiamoli con accondiscendenza, in maniera paternalistica, come si fa coi minus habens. Salvo poi stupirsi se quegli stessi «ultimi» si allontanano dalla sinistra – o si disaffezionano alla politica – e cercano le loro risposte in altri schieramenti.

Chi è Gori?

Ma del resto, di chi parliamo? Di Gori il democratico, «se non fai il vaccino ti impedisco l’accesso ai luoghi pubblici»; Gori «porti aperti perché gli immigrati devono raccogliere i pomodori nei nostri campi»; Gori che usa il tricolore come uno straccio per ripulire la targa di un parco appena inaugurato e poi si giustifica spiegando che gli «è venuto spontaneo»; Gori che incitava i bergamaschi a infischiarsene del coronavirus usando l’hashtag #bergamononsiferma quando l’ospedale di Alzano era già in tilt da tre giorni. E il resto è storia.

Junk food e fake news

«Guardo e riguardo queste persone sfilare – ha così twittato Gori –  Chi sono? Proletari, mi verrebbe da dire. Poveracci poco istruiti, marginali, facilmente manipolabili, junk food e fake news, marionette nelle mani di uno sciagurato li ha usati per il suo potere. È così che si diventa fascisti?». Ormai, il suo disgusto per i «cari inferiori» non lo nasconde davvero più. Non ne ha bisogno, perché la sicurezza di «aver vinto» è talmente forte che non vi è più motivo di ripararsi dietro qualche forma di pietistica benevolenza nei confronti dei «poveracci»: li chiama per quello che crede siano veramente. Gori – che è solito pasteggiare con eccellenze Dop e Igp – persino il junk food tira in ballo per avvalorare la sua teoria suprematista: l’economico, tossico cibo-spazzatura di cui il sottoproletariato Usa è costretto a nutrirsi.

La solita toppa più dannosa del buco

il tweet è ovviamente finito nel tritacarne social e il sindaco orobico non è stato risparmiato nemmeno dai suoi stessi sostenitori. Una shitstorm di portata così elevata che Gori si è visto costretto non a scusarsi – mai non sia – ma a «chiarire» il senso del tweet: in pratica non è stato lui a scrivere una boutade inaccettabile, abbiamo capito male noi. La classica, proverbiale toppa che ha fatto più danni del buco.

Sentite un po’: «È strano come l’espressione “proletari” scateni reazioni indignate. Forse perché del termine si dà una lettura marxista». Poi sale in cattedra e spiega a noi ignoranti che «Proletario, letteralmente, è chi non ha nulla (se non la “prole”, cioè i figli). Questo comunque intendevo, senza voler offendere nessuno. Gente impoverita ..esclusa, privata del diritto ad un’istruzione decente». Lui non voleva offendere nessuno. Quindi, per Gori «Poveracci, ignoranti, marionette» non è un insulto e non ha una connotazione negativa. «Non c’era spregio della loro condizione, semmai il contrario: il sapere che chi è senza speranza cova facilmente l’odio e la violenza. E che c’è responsabilità di chi non si è accorto della loro condizione, o non ha fatto abbastanza per offrire loro un’alternativa di dignità (parlo di noi, dei progressisti)».

Poveracci, Gori vi tende una mano 

La redenzione o «alternativa di dignità» ovviamente, avviene per mezzo della mano caritatevolmente tesa da loro, i progressisti, che tra un filetto di Kobe e una tartina al caviale parlando di integrazione si erano distratti e non si erano accorti della condizione di questi poveracci, che nel frattempo avevano perso la dignità affidandosi a mostri come Trump. Proletari, anzi poveracci, in realtà avete sbagliato ad arrabbiarvi, dovreste ringraziarlo Gori, che evidentemente è «un santo, un apostolo», tanto per citare nuovamente Fantozzi.

Cristina Gauri

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