Open Arms, “golpe” delle toghe rosse”: il Tar calpesta il Dl Sicurezza e sospende il divieto d’ingresso in Italia





Di fatto l’ong aveva presentato d’urgenza un esposto al Tribunale amministrativo. E dopo meno di 24 oree è arrivato il verdetto. Il divieto di ingresso nelle nostre acque era stato firmato dallo stesso Salvini, dal ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Toninelli e dal ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Di fatto dunque la nave adesso potrebbe avvicinarsi al porto di Lampedusa per poi chiedere lo sbarco dei 150 migranti a bordo. Proprio in queste ore sul fronte degliu sbarchi si è consumato l’enneimo scontro tra il titolare del Viminale e il premier Giuseppe Conte. Salvini ha infatti rivelato che il premier gli avrebbe scritto proprio per risolvere l’emergenza della Open Arms: “Conte mi ha scritto per lo sbarco di alcune centinaia di immigrati a bordo di una nave di una ong che però è straniera, è in acque straniere e gli risponderò garbatamente che non si capisce perchè debbano sbarcare in italia“.

Ora però il verdetto del Tar potrebbe cambiare le carte in tavola. Qualche ora fa il fondatore dell’ong spagnola aveva chiesto lo sbarco immediato preoccupato della crescente tensione a bordo. Oscar Camps ha infatti sottolineato il rischio della “deflagrazione di episodi di violenza sulla nave e di risse tra gli stessi migranti”. “Il quadro è destinato a deflagrare in una esplosione di violenza” e ciò, ha aggiunto Camps, “trasformerebbe il tutto in una tragedia“. E di fatto in questo quadro non va sottolineato nemmeno un altro aspetto: la Open Arms non è l’unica nave che sta facendo rotta verso l’Italia. Anche la Ocean Viking, l’ammiraglia delle Ong, dopo aver rifiutato lo sbarco a Tripoli ha fatto rotta in direzione di Italia e Malta chiedendo un porto di sbarco. Anche per la Ocena Viking (che batte bandiera norvegese) è scattato il divieto di ingresso nelle nostre acque. Interverrà ancora una volta il Tar per sabotare il dl Salvini?

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