Open Arms, così la magistratura rossa (eversiva) in servizio permanente ha colpito Matteo Salvini




Di Michelaccio – La Giunta per le Immunità del Senato dovrà pronunciarsi martedì sul caso Salvini-Open Arms. L’allora ministro dell’Interno è accusato di sequestro di immigrati clandestini perché ne ritardò lo sbarco per alcuni giorni in attesa di intese europee. La Giunta deve valutare se Salvini ha agito in termini politici o meno, ma la prova principale a suo favore la danno le chat recentemente lette sui giornali.

Palamara ed altri magistrati parlano tra di loro e dicono sostanzialmente: Salvini ha ragione, ma lo dobbiamo fermare, lo dobbiamo attaccare. Quale luogo migliore di una Giunta del Senato chiamata a valutare la valenza politica di un ex ministro per affermare l’autonomia dei governi e le interferenze indebite della magistratura?

Salvini e il caso Open Arms

La prova ulteriore a vantaggio di Salvini la danno proprio queste telefonate e queste intercettazioni. Inoltre già il relatore Gasparri ha dimostrato come Salvini abbia agito di intesa con il governo e con lo stesso Conte che in questa vicenda si è espresso ma la prova regina sono le intercettazioni delle chat di Palamara. Ci sono toghe rosse in servizio permanente effettivo che prima hanno colpito Berlusconi e da queste intercettazioni se ne ha la conferma. Poi si sono rivolte a “curare” Salvini perché era diventato lui il politico più importante del centrodestra.

Non solo Salvini ha ragione, ma bisognerebbe fare il processo a tutti quei magistrati che ieri e oggi hanno cercato di alterare il corso della democrazia, colpendo prima Berlusconi e poi Salvini e molti altri esponenti del centrodestra. Le toghe rosse di ieri di oggi vanno cacciate dalla magistratura e messe tutte insieme in una stanza. Per poi buttarne la chiave.

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