Open Arms, Conte e Trenta riaprono i porti all’invasione: la Difesa non firma il divieto di ingresso in acque italiane




E così, dopo aver mandato le navi della Marina a recuperare i minori a bordo della Open Arms, il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, non ha firmato il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane per la nave della ong disposto dal Viminale. “La scelta non sorprende visto che la titolare della Difesa ha ordinato alle navi della Marina Militare di scortare verso il nostro Paese l’imbarcazione spagnola”, dicono fonti del Ministero dell’Interno.


Ieri mattina era stato il premier Giuseppe Conte a incalzare Salvini con una lettera – inviata in copia ai ministri Toninelli e Trenta – nella quale chiedeva di dare assistenza e mettere in sicurezza i minori sulla Open Arms. “Conte mi ha scritto per lo sbarco di alcune centinaia di immigrati a bordo di una nave di una Ong che però è straniera, in acque straniere”, aveva ribattuto il vicepremier leghista, “Gli risponderò garbatamente, non si capisce perchè debbano sbarcare in Italia”.

Prosegue quindi il braccio di ferro sulla nave della ong che trasporta 147 migranti e che ieri ha ottenuto dal Tar la sospensione del divieto di ingresso in acque italiane.

Intanto la Open Arms ha annunciato su Twitter di essere già a poche miglia da Lampedusa, in territorio italiano “con l’autorizzazione delle autorità”: “Il decreto Salvini ha cessato di essere in vigore nonostante le nuove minacce”, dicono, “Non abbiamo ancora i permessi per accedere al porto. Una lunga notte, ma la fine è vicina”.

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