Onorano con dei fiori Ramelli, il 18enne ucciso dai rossi: 4 multati. Ma le carnevalate dell’Anpi vanno bene



Di Eugenio Palazzini – Roma, 29 apr – Quattro persone sono state multate dopo aver deposto una corona di fiori per onorare la memoria di Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù vigliaccamente aggredito e ucciso a colpi di chiave inglese da un commando di Avanguardia Operaia. Ramelli aveva 18 anni e morì dopo 47 giorni di agonia il 29 aprile 1975. Ogni anno migliaia di persone omaggiano quel ragazzo 18enne, con un corteo composto e toccante. Stamani tre militanti, rappresentanti rispettivamente di CasaPound, Forza Nuova e Lealtà Azione, si sono recati in via Paladini (luogo in cui venne aggredito Ramelli) per deporre una corona di fiori proprio dove da anni c’è un murales dedicato a quel ragazzo ucciso nel 1975. Oltre a loro era presente un fotografo che ha semplicemente immortalato la scena.

Sanzioni incostituzionali

Tutti e quattro sono stati identificati e sanzionati da agenti di polizia per aver violato le misure restrittive imposte dal decreto governativo. Insomma deporre una corona di fiori ai tempi del coronavirus è stato considerato un reato in base al lockdown determinato dal governo giallofucsia. Peccato che multe di questo tipo cozzino con l’art. 16 della Costituzione italiana: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”, recita la Carta. Dunque a ben leggere e come fatto notare dall’ex presidente della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre, si evince l’incostituzionalità di certe limitazioni imposte con un Dpcm, che in quanto tale è soltanto un atto amministrativo individuale e “prevede limiti alle libertà costituzionali che non hanno base in un atto legislativo”.

Eppure l’Anpi…

Gli agenti che hanno sanzionato quattro persone dopo che queste hanno deposto una corona di fiori hanno preso in considerazione questo “piccolissimo” dettaglio? E come mai il governo ha invece concesso a rappresentanti dell’Anpi di celebrare il 25 aprile in tutta Italia? La discriminazione politica appare piuttosto evidente e altrettanto grave. Anche perché l’associazione dei partigiani si era appellata a Conte, ottenendo poi la gentile concessione, facendo notare che “nella giornata del 25 aprile, al mattino, in moltissime città e paesi italiani sono previste celebrazioni con la deposizione di un fiore o di una corona al monumento o altro luogo significativo della Resistenza locale”. Ora, come mai invece chi ha commemorato un ragazzo ucciso a colpi di chiave inglese, deponendo appunto una corona di fiori, è stato al contrario sanzionato? Ci diranno che dipende dal tipo di corona di fiori?

Di Eugenio Palazzini

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