Ong, il piano di Salvini per blindare i porti: navi della Marina Militare e GdF per fermare l’invasione




 – I casi di Sea Watch 3 e della Alex hanno fatto ripiombare l’Italia nel caos immigrazione clandestina (e selvaggia). Perché nonostante il ministro dell’Interno abbia sempre vietato lo sbarco alle ong, le imbarcazioni hanno sempre fatto di testa loro addirittura violando le leggi. Così Carola Rackete ha fatto sbarcare i migranti recuperati al largo della Libia e lo stesso ha fatto l’imbarcazione Alex della ong italiana Mediterranea.

E proprio questi due casi, in queste ore, stanno facendo litigare Matteo Salvini ed Elisabetta Trenta. Il primo si sente lasciato solo, la seconda dice che questo arrivo smisurato di ong in Italia si sarebbe potuto evitare con l’operazione (fallimentare) Sophia. Così, il vicepremier leghista oggi ha convocato e presieduto il Comitato ordine e sicurezza proprio sul tema migranti.

Dopo più di un’ora di colloquio, dal Viminale arrivano nuove misure d’intesa con i vertici delle Forze dell’ordine, Marina militare e Guardia Costiera. Per prima cosa, schierare le navi della Marina e della Guardia di Finanza per difendere i porti italiani. E dopo il controllo sul nostro confine, è necessario anche intervenire nei Paesi di partenza. Per questo si parla di un incremento dei controlli per ridurre le partenze (con utilizzo di radar, mezzi aerei e navali). Radar e pattugliamenti con aerei e navi italianii serviranno ad individuare le imbarcazioni al momento della partenza e ad avvertire in tempo reale le Guardie Costiere dei Paesi di partenza che dovranno intervenire per fermare le imbarcazioni.

Alla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si è deciso anche di intensificare i contatti con la Tunisia per migliorare e aumentare i rimpatri e per ridurre le partenze e di inviare dieci motovedette italiane da consegnare alla Guardia Costiera Libica entro l’estate. Durante il colloquio, si è anche parlato degli emendamenti al decreto Sicurezza Bis per rendere più efficace il contrasto al traffico di esseri umani e per aumentare le pene per scafisti e trafficanti.

Durante il Comitato nazionale ordine e sicurezza, inoltre, è stato espresso apprezzamento anche per la decisione della Slovenia, che confermando le intenzioni anticipate al governo italiano, ha annunciato il via ai pattugliamenti congiunti con la polizia croata. La base di partenza della discussione è stata la soddisfazione per la riduzione degli sbarchi alla data di oggi (comprese tutte le tipologie) passati dai circa 17mila dell’anno scorso ai 3mila di quest’anno.

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