Omicron, il virologo Silvestri: “Basta panico e minacce di nuove restrizioni, letalità come influenza”


Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 20 dic – “Basta panico e minacce, la letalità del Covid per i vaccinati è uguale se non inferiore a quella dell’influenza“: parola del virologo Guido Silvestri, che si scaglia contro chi diffonde bufale sulla pandemia e poi boccia il tampone obbligatorio.

Silvestri: “Basta panico e minacce di nuove restrizioni, per vaccinati letalità Covid come influenza”

“Il Covid per le persone pienamente vaccinate ha una letalità ormai simile se non inferiore a quella dell’influenza. Mentre il costante panico mediatico e la continua minaccia di nuove restrizioni – peraltro in una situazione in cui abbiamo un sesto dei morti e un quarto dei ricoverati in terapia intensiva rispetto allo scorso anno di questi tempi – sta facendo danni enormi. Sia a livello socio-economico che psicologico”.

Lo sottolinea Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, in un post su Facebook. Il virologo commenta anche l’ipotesi al vaglio del governo di rilasciare il green pass soltanto con tampone negativo. “Non so se questa notizia sia vera oppure rappresenti la solita bufala da social. Nel caso sia una bufala sarò felicissimo di segnalarlo. Ma se fosse vera, allora voglio dire a chiare lettere che sarei in disaccordo totale ed assoluto”, chiarisce Silvestri.

“A cosa serve il panico?”

“A cosa serve il panico?”, si chiede l’esperto. E aggiunge: “Vogliamo fare qualcosa? Benissimo, ma facciamo cose utili e non dannose – sottolinea – evitando di scatenare una ‘ammuina’ pseudo-scientifica solo per placare la solita triade viziosa di esperti (ed ‘esperti’) che vedono solo i rischi del virus, di politici paurosi e calcolatori, e di media catastrofisti che vivono solo di brutte notizie.

Quindi spingiamo con forza per la vaccinazione dei 5-11 anni, che io raccomando vivamente. Ed acceleriamo con le terze dosi di vaccino (il cosiddetto ‘booster’), spiegando pazientemente e pacatamente alla popolazione perché i vaccini sono la nostra atomica contro il virus. Ed evitando sia di criminalizzare gli esitanti che di ventilare assurde restrizioni ai vaccinati“, fa presente.

“Evitiamo di usare Omicron per spargere panico come parmigiano sulla pasta”

“Allo stesso modo – è il consiglio di Silvestri – insistiamo con il super green pass, misura a mio avviso giusta e sensata. Acceleriamo con gli antivirali (siano essi monoclonali che pillole tipo il Paxlovid). E facciamo il possibile per aumentare la capacità e l’operatività del sistema ospedaliero, rapidamente e senza lesinare sulle risorse. Ma per carità basta con questa corsa al panico, e cerchiamo di mostrare un po’ di calma e coraggio di fronte al fuoco nemico”. Secondo il virologo, “va benissimo aspettare altre due o tre settimane prima di concludere con certezza che Omicron causi una malattia più lieve di Delta, ma evitiamo di usare questa variante per spargere panico come se fosse parmigiano sulla pasta“.

No alle bufale su Omicron

“Quanto ad Omicron – conclude l’esperto – i dati dal Sudafrica, dove i vaccinati sono meno del 50% della popolazione e dove i casi sembrano già aver rallentato, ci dicono che la letalità calcolata (numero morti/numero casi) è stata del 2,52% nella prima ondata, del 4,01% nella seconda ondata, del 2,55% nella terza ondata, e al momento è ferma allo 0,24% per l’ondata Omicron“. Molto rumore per nulla, dunque. Eppure c’è chi fa allarmismo sull’ennesima temutissima variante.

Adolfo Spezzaferro

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