Ocean Viking, il governo “abusivo” riapre i porti agli scafisti e bluffa sui migranti: resteranno in Italia per mesi


 – Il governo giallo rosso si prepara ad aprire i porti alla nave Ocean Viking con 82 migranti a bordo grazie al solito copione del ricollocamento volontario in alcuni paesi Ue. Un sistema lungo, farraginoso, che va deciso di volta in volta e ha già dimostrato tutti i suoi limiti con il precedente esecutivo. Non solo: la nave delle Ong francesi Msf ed Sos Mediterranee, come le altre già sequestrate, non è abilitata al salvataggio sistematico come ha fatto e annunciato nelle ultime operazioni davanti alla Libia. Ocean Viking risulta solo una nave di rifornimento, che poi è stata potenziata con a bordo un centro di primo soccorso e altre strutture che dimostrano la non casualità del salvataggio dei migranti.

«Ocean Viking ha ribadito la richiesta di porto sicuro a Italia e Malta per 82 naufraghi, tra cui 18 minori e una donna incinta. Speriamo in una decisione rapida, di responsabilità e umanità» ha scritto su Twitter Medici senza frontiere. L’Ong nemmeno si è sognata di portarli in Tunisia, il porto sicuro più vicino.

Ieri a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha riunito il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, quello degli Esteri, Luigi Di Maio, della Difesa, Lorenzo Guerin, delle Infrastrutture Paola De Micheli. E c’era pure Dario Franceschini a nome del Pd. Il summit è servito a partorire il classico topolino cercando di mascherare l’inversione di rotta rispetto ai porti chiusi. Sulla «vicenda della Ocean Viking si è registrata una forte adesione europea al meccanismo di redistribuzione attivato nelle scorse ore dall’Italia, che consentirà un’adeguata e sollecita soluzione» si legge in una nota di Palazzo Chigi dopo il vertice.

Peccato che prima le navi delle Ong non venivano fatte entrare e che la soluzione europea sia un mezzo bidone. Nessun migrante parte subito per un altro paese, ma resta da noi. Gli 82 sbarcheranno in Italia e verranno trasferiti in un hotspot dove ci vorranno mesi per distribuire le quote. Prima devono arrivare da Malta i funzionari dell’Easo, l’agenzia europea che si occupa di ricollocamenti, per intervistare tutti i migranti. Poi arrivano le delegazioni dei singoli paesi come Germania, Francia, Spagna che si sono già resi disponibili in passato per ascoltare a loro volta i migranti e scegliere le proprie quote. Il Lussemburgo, piccolo e moderno, organizza le teleconferenze. Per dare un’idea i 67 sbarcati il 31 luglio da nave Gregoretti hanno cominciato i trasferimenti negli ultimi giorni. In altri casi c’è voluto più tempo e comunque il sistema va attivato di volta in volta.

La senatrice pentastellata Paola Taverna ha rivelato ieri l’arduo obiettivo del Conte bis: «Il Paese di approdo non sarà più quello del porto sicuro di prima accoglienza (l’Italia, nda) ma la nazione dove i migranti verranno ricollocati, tassativamente entro un mese dallo scalo iniziale, e secondo quote predefinite». Una chimera che non tiene conto del probabile aumento delle partenze dalla Libia dopo l’inversione a U sui porti chiusi.

E come se non bastasse ieri la chiesa evangelica tedesca ha deciso di mandare una propria nave nel Mediterraneo dopo avere già finanziato i talebani dell’accoglienza tedesca Sea watch e Sea eye. I migranti recuperati dalla Libia andranno direttamente in Germania o sbarcheranno tutti in Italia?

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