Nuovo caso Bibbiano: fratellini nigeriani strappati ai genitori e affidati a una coppia gay ora indagata per abusi





di Greta Paolucci – Ci risiamo, ancora bambini strappati alla loro famiglia d’origine. Un caso Bibbiano 2 sconvolge Torino (e non solo). Un’inchiesta su due piccoli tolti ai genitori e che i servizi sociali hanno affidato a un coppia di donne, ora indagate per maltrattamenti. Falso ideologico.

E frode processuale. come riporta in queste il sito del Corriere della sera, allora, «sono accusate di aver esercitato pressioni psicologiche sui piccoli per spezzare il legame affettivo con la mamma. E spingerli a rigettare le proprie tradizioni culturali nigeriane». Non a caso, tra i particolari che emergono sull’inchiesta, durante un colloquio una bambina avrebbe detto: «Io mi sento bianca»…

Un caso Bibbiano 2 a Torino

E siamo di nuovo qui. A inorridire e a interrogarci sull’ennesimo caso di bambini tolti alla famiglia e affidati a un’altra coppia. Con un procedimento civile in cui la consulenza redatta da una psicoterapeuta privata ipotizza abusi da parte del padre naturale nei confronti del figlio. E, soprattutto, con un nome che ritorna: quello di Nadia Bolognini, psicoterapeuta rinviata a giudizio nell’inchiesta di Bibbiano. Un caso speculare a quello dell’Emilia Romagna, per procedure e personaggi attivati nella vicenda. Un caso scoperto a Torino dai carabinieri.

Al centro dell’indagine torna una figura chiave

Una vicenda, quella che arriva dal capoluogo piemontese, che ci riporta a bomba nell’incubo di Bibbiano. Anche in questo caso, infatti, le similitudini tra i due casi sono diverse: e tutte molto inquietanti. Per dirla come riferisce la Stampa, infatti, l’inchiesta torinese vede al centro tre indagati e inquietanti «analogie con la vicenda di Reggio Emilia. I personaggi sono gli stessi»…Già, non solo le pressioni sui minori. Le motivazioni legate all’allontanamento dei piccoli dalla loro famiglia. Ma addirittura una figura chiave che ritorna, da Bibbiano all’ombra della Mole.

La nota della Procura di Torino sulla vicenda

Così, chi pensava che l’aver sollevato il velo sullo scempio di minori perpetrato per anni nelle rossa Emilia Romagna in queste ore si è dovuto ricredere. E amaramente. Una precisazione, che la procura di Torino ha affidato a una nota, chiarisce i termini della questione. E invocando cautela (e provando a buttare acqua sul fuoco per non arrivare a coinvolgere l’intero dipartimento dei servizi sociali) spiega: «L’indagine su un’ipotesi di maltrattamento in danno di minori, per la quale sono stati notificati ieri due divieti di avvicinamento, si è originata da una segnalazione del Tribunale per i Minorenni nell’anno 2018. E ha ad oggetto allo stato un singolo caso di affido».

La drammatica storia dei due bambini: un fratello e una sorella

Il caso di Torino, nello specifico, vede al centro dell’inchiesta due vittime: fratello e sorella. Uniti in un dramma che eleva al quadrato sconcerto e dolore. Come ricostruisce sempre il Corriere, tra gli altri, tutto parte nel 2013. Quando i piccoli hanno quattro e due anni. È la loro mamma, una donna nigeriana, a rivolgersi ai servizi sociali: il maschietto è «problematico», e lei e il marito non hanno gli strumenti culturali ed economici per affrontare la criticità della situazione. Di sicuro, però, nel momento in cui hanno chiesto aiuto, non potevano immaginare che la loro famiglia sarebbe stata martoriata e disgregata per sempre. I piccoli, infatti, verranno allontanati dai genitori e dalla loro casa: e ancora non sono tornati…

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