Nuova rivolta nel centro d’accoglienza di Siculiana. Clandestini protestano sul tetto: “Noi da qui ce ne andiamo”


 – Proteste e tafferugli “giustificati” da impossibili pretese: non accennano a cambiare gli atteggiamenti dei migranti ospiti del centro di accoglienza ex Villa Sikania di Siculiana, nell’agrigentino. Oggi l’ennesima manifestazione con tentativi di fuga. Per la precisione le proteste sono iniziate già nel weekend appena trascorso e non accennano a placarsi. Il motivo? I migranti pretendono l’esito immediato dei tamponi laringo faringei sul coronavirus. Dopo essere stati sottoposti,come da prassi,ai controlli specifici per isolare eventuali casi di Covid-19, gli ospiti del Sikania non vogliono aspettare i tempi richiesti dalla stessa natura del tipo di esame e con essi, nemmeno quelli della burocrazia locale. Risultato? Continue proteste che come una miccia partono da un gruppo di pochi per poi infiammare gli animi di tutti i coinquilini dell’ex albergo.

Ieri, durante l’ora di pranzo, i poliziotti hanno indossato la tenuta antisommossa perché gli stranieri affacciati dalle finestre minacciavano la fuga. Stesso scenario anche questa mattina fino al primo pomeriggio. Nonostante gli appelli diretti a mantenere la calma e nonostante si spieghi loro i motivi delle tempistiche sul tampone, nulla cambia: loro protestano. Ed ecco che anche oggi i migranti si sono riversati sui tetti e nel perimetro della struttura urlando in segno di sfida alle Forze dell’ordine. Di rientrare dentro gli spazi consentiti non ne hanno voluto sapere. Alcuni di loro, hanno anche messo in mostra i borsoni pronti per abbandonare la struttura. La calma è ritornata solamente nel tardo pomeriggio. Da quando la scorsa primavera, in pieno lockdown, per far fronte all’emergenza sbarchi sono stati riaperti i cancelli della struttura di accoglienza, sono stati diversi gli episodi in cui gli ospiti hanno tenuto comportamenti poco rispettosi non solo verso le regole del buon senso, ma a anche verso quelle richieste per garantire la tutela della pubblica salute.

Non bastano più le dita delle mani per contare tutti gli episodi in cui i manifestanti hanno dato luogo a disordini per un motivo o per un altro. In più occasioni, pur di tentare la fuga , gli stranieri hanno aggredito le Forze dell’ordine predisposte sul luogo in servizio di controllo: più volte dei poliziotti sono rimasti feriti nel tentativo di riportare i fuggitivi dentro la struttura. Poi, lo scorso mese di settembre la morte di un 20enne eritreo mentre cercava di attraversare la Ss 115 una volta scappato dal centro. Continuano gli appelli indirizzati ai piani alti del governo affinché si possa intervenire su questa situazione, ma al momento tutto rimane fermo ai messaggi di solidarietà verso le Forze dell’ordine e verso i cittadini.

“La situazione all’ex Villa Sikania è imbarazzante”. Sono queste le parole rilasciate a ilGiornale.it dal deputato della Lega Alessandro Morelli che ha poi proseguito: “La possibilità di fuga non è semplice ma semplicissima. Le finestre sono poste ad un metro e mezzo d’altezza rispetto alla strada ed è molto semplice per i migranti scappare. Sono stato lì più volte- ha proseguito il deputato e c’erano addirittura gli ambulanti che vendevano la frutta direttamente ai migranti”.

Una situazione complicata secondo il deputato della carroccio che da mesi è impegnato con dei sopralluoghi per risolvere il problema: “La situazione è così assurda da sembrare una barzelletta. L’opinione pubblica non conosce questa realtà ed io come giornalista ma anche come politico sto cercando di far conoscere questa situazione posto che questo governo è pro business immigrazione dal momento che, in queste ore, si sta iniziando un percorso di smantellamento dei decreti sicurezza di Matteo Salvini”.

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