Nuova pagliacciata di padre Zanotelli: sciopero della fame (finto) contro il suprematismo bianco di Meloni


da Il Secolo D’Italia – Padre Alex Zanotelli annuncia il digiuno e sit-in per il prossimo 10 dicembre giornata mondiale dei diritti umani. Ma il suo digiuno avrà una particolare caratteristica. Si tratta a suo dire di una protesta contro il “suprematismo bianco” che Giorgia Meloni incarna indirizzando le politiche migratorie del governo italiano.

“E’ ormai chiara la posizione della Meloni: dichiarazione di guerra alle navi salvavita che ha definito ‘navi pirata’. Nel delirio del frate comboniano quello attuale sarebbe “un governo di ultradestra che incarna quel male oscuro che è il suprematismo bianco”.

Non arretra dinanzi a parole estreme padre Zanotelli. Del resto si tratta dello stesso personaggio che incolpò dell’orribile omicidio di Willy Monteiro i capi del centrodestra italiano accusando la “predicazione d’odio” di Meloni e Salvini. Così non si vergogna adesso di definire Meloni come una sorte di seguace del Ku Klux Klan. Una cosa è il patriottismo e un’altra il suprematismo bianco, che si fonda su un’idoelogia razzista.

Non è del resto la prima volta che questo “prete rosso” usa la questione dei migranti per fare propaganda politica mascherata da umanitarismo. Da ultimo si è scagliato contro il film ‘L’Urlo’ Michelangelo Severgnini, approvandone la censura al Festival del cinema dei diritti umani di Napoli.

Punto centrale del documentario è che i migranti-schiavi “intrappolati” e sfruttati in Libia, “non ci pensano nemmeno a venire in Europa” rischiando la vita su imbarcazioni di fortuna, ma “vogliono tornare a casa” e questa, per Severgnini, è “la verità che nessuno vuole ammettere”. “E non è così irragionevole voler tornare a casa – spiega il regista -, perché se si sono spostati verso la Libia, non è perché stavano nel dilemma ‘o Europa o morte’, come vogliono farci credere le Ong, ma semplicemente perché ingannati, perché qualcuno gli ha promesso qualcosa di vantaggioso che poi non si è verificato”, finendo per essere “schiavi in Libia” che “mai raggiungeranno l’Europa”.

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