“Nuova nave, nuova missione”. L’Ong del “teppista” Casarini sfida Salvini: “A brevissimo torniamo in mare”


 – Mediterranea torna a sfidare Salvini. Questa volta l’ong prepara un’altra missione in quel tratto di mare che separa la Libia dal nostro Paese usando però una nuova nave battente sempre bandiera italiana. La Mare Jonio, l’imbarcazione con cui nelle scorse settimane l’ong ha salvato i migranti in mare, in questo momento si trova sotto sequestro. I sigilli sul natante sono scattati dopo l’ultimo sbarco di 50 migranti.

E così la ong si ès ubito riorganizzata trovando un’altra imbarcazione. Ad annunciare il ritorno in mare è stato il capo missione, Luca Casarini che in una conferenza stampa a bordo della Rainbow Warrior a Palermo ha affermato: “A brevissimo, questione di ore, massimo un giorno, torneremo in mare con una imbarcazione battente bandiera italiana. Credo sia la migliore risposta a chi ha fatto una guerra contro chi salva le persone“. Poi lo stesso Casarini ha aggiunto: “E’ incredibile che siamo arrivati a questo punto – aggiunge – chi fa affogare le persone è un criminale, chi li costringe nei lager è un criminale, non chi soccorre le persone in mare“. “Continueremo ad andare in mare, proprio dove non vogliono che noi andiamo – conclude – La nostra nave Jonio è sotto sequestro perché abbiamo salvato 50 persone, fra cui una bimba di due anni che ora sta bene“. Insomma l’ong italiana è pronta per una nuova missione che inevitabilmente potrebbe trasformarsi in un nuovo (durissimo) braccio di ferro con il ministro degli Interni.

Lo staff di Mediterranea si è schierato al fianco di Carola Rackete, la capitana di sea Watch che con una manovra spericolata ha tentato di “schiacciare” una motovedetta della Guardia di Finanza. Proprio Casarini è stato ed è uno dei più grandi sostenitori della ragazza tedesca. Il capo missione di Mediterranea infatti ha anche organizzato una raccolta fondi per pagare le spese delle multe che quasi certamente saranno recapitate a Sea Watch. Infine Casarini ha esaltato ancora una volta la Rackete: “È una di noi, la abbracciamo forte e andiamo avanti”.

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