“Non siamo oscurantisti”: dal Congresso delle Famiglie respinte le fake news di giornali di sinistra e politica





 – Nessuna regressione oscurantista o “medioevale”. Il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, in programma a Verona dal 29 al 31 marzo 2019, sarà un pacifico momento di confronto, in cui il punto di vista delle donne, e in particolare delle madri, sarà messo in primo piano.

Ne è sicuro almeno Jacopo Coghe, vicepresidente del Congresso, che ha parlato col Giornale.it e si è soffermato sullo scenario politico e sui rischi di un’eventuale rottura tra le forze governo sui temi etici.

Il MoVimento 5 Stelle, Monica Cirinnà, ma pure il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti si sono espressi in maniera contraria rispetto alle tematiche portate avanti dal Congresso mondiale delle famiglie di Verona. Perché? Fate paura? Oppure siete degli oscurantisti, come loro sostengono…

“Se ci attaccano così tanto, la cosa più spontanea che mi verrebbe da rispondere è: sì, facciamo paura. Ad aver paura sono probabilmente quei sostenitori ad oltranza delle cause lgbt e veterofemministe che vedono minacciate le loro prerogative. C’è chi vuole l’aborto libero e senza limitazioni, come sta iniziando ad avvenire a New York e in altri stati americani: noi, al contrario, diciamo che tutti i bambini hanno diritto a nascere e, così facendo, proteggiamo il più debole, colui che non ha voce. È oscurantismo questo? Idem per altri pseudodiritti come l’omogenitorialità: la squallida pratica dell’utero in affitto è stata recentemente proclamata illegittima dalla Corte Costituzionale. Su questa sentenza noi siamo perfettamente d’accordo, a differenza di taluni, secondo i quali, evidentemente, non ci sarebbe nessun problema riguardo alla compravendita dei bambini e al mercimonio compiuto sul corpo delle donne. Noi vorremmo fermare questa schiavitù: qualcuno mi dica cosa ci sia di medioevale in questo nostro obiettivo”.

Pure il governo si sta dividendo. Sembra che vostra manifestazione di Verona sia contribuendo a ridisegnare il campo del bipolarismo: da una parte la sinistra progressista, compresa di grillini, dall’altra il centrodestra popolare e conservatore… lei cosa ne pensa?

“Il governo attuale è un governo di tregua. Inutile negare che, sui temi etici, ci siano differenze tra le due forze di maggioranza: si veda, a tal proposito, le dichiarazioni dei due sottosegretari Buffagni e Spadafora, mentre un ministro leghista (Fontana) ha patrocinato l’evento e altri due (Salvini e Bussetti) interverranno insieme a lui a Verona. È anche vero, però, che le dichiarazioni a noi ostili del vicepremier Di Maio, sono state manipolate. Da parte mia, ritengo che su questi temi si possa dialogare e che la Lega possa esporre serenamente il proprio punto di vista, senza però scendere ad alcun compromesso. Generazione Famiglia e tutte le associazioni che promuovono il Congresso vigileranno costantemente affinché i principi in cui crediamo non vengano calpestati né dal Governo, né dal Parlamento”.

Quali istanze porterete avanti a Verona?

“Il Congresso avrà un approccio molto propositivo e costruttivo. Uno degli scopi è dare voce alle famiglie di tutto il mondo, che, in ogni angolo della terra, vivono problematiche anche molto differenti. La bellezza della famiglia sarà il collante per ognuna delle esperienze che intendiamo veicolare. Nei nostri workshop analizzeremo quali sono le problematiche ricorrenti tra le famiglie e quali i punti di forza. Politici, economisti, medici, psicologi, imprenditori saranno messi a confronto nella ricerca e nell’elaborazione di buone pratiche per la famiglia a livello universale. Il dato finale che emergerà dalle nostre sessioni di lavoro sarà essenzialmente uno: senza famiglia, la società e il mondo non hanno futuro”.

Volete che le donne restino zitte e in casa, come i vostri oppositori suggeriscono?

“È vero l’esatto contrario! Intanto, chi ci critica venga a Verona e scoprirà che tra i nostri relatori vi sono tantissime donne. Il vero punto, comunque, è un altro. A noi sta profondamente a cuore la libertà della donna: libertà di dedicarsi a tempo pieno alla famiglia o, al contrario a tempo pieno al lavoro, o ancora, come avviene nella maggior parte dei casi in Italia e in Occidente, libertà di conciliare famiglia e lavoro. Quest’ultimo aspetto, in particolare, è molto delicato e il Congresso Mondiale delle Famiglie conta di poter dare un contributo innovativo ed efficace”.

Perché la Chiesa cattolica sembra assente dalla vostra due-giorni? Non c’è corrispondenza d’intenti?

“Neanche questa affermazione mi pare corrisponda a realtà. Tra i nostri ospiti vi sono sacerdoti italiani molto noti e davvero encomiabili per l’impegno sociale che portano avanti: per esempio don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter Onlus, che ci racconterà a che punto è la tutela dei minori dagli abusi sessuali. Sua Beatitudine Joseph III Younan, patriarca della Chiesa Siro-Cattolica, parlerà del dramma delle famiglie coinvolte nei conflitti mediorientali. Ricordo anche che all’edizione 2018, a Chisinua, in Moldavia, è intervenuto il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, che ha espresso una piena sintonia di vedute con il Congresso Mondiale delle Famiglie. Voglio ricordare che la nostra è un’iniziativa di taglio laico, aconfessionale ed è organizzata da laici. I nostri principi, tuttavia, si identificano pienamente con i principi della Dottrina Sociale e con il magistero sulla famiglia portato avanti da San Giovanni Paolo II, da Benedetto XVI e da papa Francesco”.

In Parlamento c’è la legge d’iniziativa popolare sulla legalizzazione dell’eutanasia. Il presidente della Camera Fico vorrebbe che se ne discutesse. Avete timore che questo governo possa approvare un provvedimento di questo tipo?

“Mi riallaccio al discorso di prima: serve un dibattito ampio che coinvolga tutte le forze politiche. Mi auguro che, al termine di questo confronto, le argomentazioni per la vita, che noi sosteniamo e che difenderemo strenuamente, abbiano spazio e voce come le altre, che non sia posta nessuna “museruola” a chi ritiene che la vita sia sacra dal concepimento alla morte naturale. La nostra speranza è che, a differenza di quanto successe nella scorsa legislatura con le unioni civili, nessuna maggioranza trasversale si sogni di forzare la mano, pur di approvare un provvedimento che, molto probabilmente non godrebbe del sostegno della maggior parte degli italiani. Se si verificassero le condizioni per un’approvazione, le associazioni promotrici del Congresso Mondiale delle Famiglia, come avvenne tre anni fa con il Family Day, scenderanno in piazza e grideranno il loro no senza condizioni”.

Nel “contratto di governo”, la bioetica non c’è, eppure certi temi stanno piombando addosso al dibattito politico. L’esecutivo gialloverde cadrà sulla famiglia?

“Mi auguro di no. Confido comunque che la Lega, ovvero il partito di governo più vicino alle nostre posizioni, mantenga la schiena dritta e non scenda ad alcun compromesso. Già sulle unioni civili, troppi parlamentari cattolici, pur di salvare il governo Renzi, hanno capitolato e accettato l’approvazione di quella legge, seppure senza la stepchild adoption: un compromesso per noi inaccettabile. Speriamo davvero che uno scenario di quel tipo non debba più ripetersi”.

Quali sono le esigenze odierne dei nuclei familiari italiani secondo il vostro punto di vista?

“Un aspetto che sarà trattato in modo sistematico al Congresso di Verona riguarderà le politiche demografiche. Senza figli, una società non ha futuro. L’Europa e, in particolare, l’Italia patiscono da anni il loro inverno demografico che, alla lunga, rischia di portare danni irreparabili al tessuto economico e sociale dei nostri paesi. I mezzi per rispondere alla sfida della denatalità sono molti: quoziente, familiare, bonus bebé, ecc. Sarà molto interessante, al Congresso, ascoltare l’esperienza di paesi, come, ad esempio, l’Ungheria, che con le loro buone pratiche, sono riuscite a invertire la tendenza demografica negativa. È inoltre fondamentale, continuare a garantire la libertà educativa delle famiglie, affinché a bambini anche molto piccoli non venga imposto l’indottrinamento gender nelle sue varie forme. Per anni, con Generazione Famiglia ci siamo battuti per questo. L’accordo sul consenso informato, siglato alla fine dell’anno scorso dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti va nella direzione giusta e di questo siamo molto grati al ministro. L’auspicio conclusivo che voglio fare riguarda le prossime elezioni europee: i candidati ascoltino le famiglie e le rispettino! Ne avranno tutto da guadagnare…”.

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