Non si arresta l’intollerabile censura anti-sovranista sui social: oscurata la pagina de Il Primato Nazionale


Di Davide Di Stefano – Roma, 31 ott – La censura di Facebook si abbatte sul Primato Nazionale. Stamattina intorno alle ore 9 il social di Mark Zuckerberg ci ha comunicato che la nostra pagina è stata “nascosta”. Dunque per quasi 90 mila utenti che avevano cliccato “mi piace” non sarà più possibile vedere aggiornamenti, notizie e semplici post.

Una vera e propria censura, che si inserisce nel filone inaugurato il 9 settembre scorso, quando Facebook aveva deciso di censurare tutte le pagine di CasaPound, Forza Nuova e di alcuni esponenti di Lega e Fratelli d’Italia. Per ora la pagina non è stata disattivata del tutto ma solo “nascosta”, prassi già utilizzata con diversi consiglieri di CasaPound. L’oscuramento della pagina precede la disattivazione.

Dietro la scusa dello “spam” la rappresaglia di Zuckerberg 

“Il motivo è che il Primato Nazionale viola i nostri Standard della community in merito allo spam”. Questa è la motivazione ufficiale fornita da Facebook. Peccato che l’azione censoria da parte del gigante social nei nostri confronti sia iniziata subito dopo la pubblicazione di questo articolo martedì sera, dove in esclusiva abbiamo riportato la lettera di risposta dei legali di Zuckerberg in merito alla censura di CasaPound, in vista della prima udienza presso il Tribunale civile di Roma il prossimo 13 novembre. Come potete vedere nell’immagine qui sotto, il post è stato eliminato da Facebook dopo nemmeno cinque minuti con la motivazione della violazione della normativa sullo “spam”.

A leggere proprio il capitolo relativo allo “spam” sugli Standard della comunità di Facebook, si evince chiaramente come la cancellazione di un simile post sia stata del tutto strumentale e immotivata. Circa due ore dopo dalla pubblicazione del post tutti i profili dei gestori della pagina Facebook del Primato sono stati bloccati temporaneamente e gli è stato chiesto di fornire una nuova password per poter accedere nuovamente al social. L’azione è stata fatta in contemporanea e a tutti è comparsa la scritta “è probabile che il tuo account sia stato violato in seguito all’inserimento della tua password su un sito web progettato per essere simile a Facebook”. E’ accaduto ai circa dieci gestori della pagina contemporaneamente con la scusa di “garantire maggiore sicurezza”.

Dunque a un giorno e mezzo dalla pubblicazione dell’articolo giudicato forse “sconveniente”, Facebook ha nascosto la pagina del Primato Nazionale. Ecco qui la schermata che fa riferimento alla violazione della normativa sullo”spam”.

E’ evidente che si tratta di una ritorsione di Facebook che non ha gradito determinati contenuti. Non potendo operare una censura politica, questa volta è stata utilizzata la scusa dello spam. A dimostrazione dell’arbitrarietà di un social network che può permettersi così di mettere a tacere una testata legalmente registrata e presente con il suo mensile nelle edicole di tutta Italia. Un fatto gravissimo di cui il colosso di Menlo Park dovrà rispondere in tribunale. Ma prima dell’azione legale è doverosa una presa di coscienza (e di posizione) da parte di tutti gli uomini liberi che ancora si definiscono tali.

Nota bene: la pagina con la dicitura “Il Primato Nazionale – quotidiano sovranista” che si trova ora su Facebook è una pagina di “riserva” con poco più di un migliaio di mi piace. Non è la pagina ufficiale nascosta dal social che aveva 84 mila mi piace ed era in piedi da 6 anni.

Di Davide Di Stefano

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