“Non puoi fumare dentro il bus”, straniero tira fuori la pistola e la punta contro l’autista: “Adesso ti sparo”





Di Nicola Palma – Milano – La richiesta impossibile da esaudire: “Posso fumare a bordo?“. La scontata replica: “No”. E poi quell’arma che compare all’improvviso: “Ti sparo!”.

L’inquietante quanto surreale episodio, che riaccende ancora una volta i riflettori sulla sicurezza a bordo dei mezzi pubblici, è andato in scena pochi minuti prima della mezzanotte di ieri in zona Famagosta, stando a quanto risulta al Giorno: nel mirino un autista Atm di 47 anni, in quel momento alla guida di un autobus della linea 95 che copre la tratta Corvetto-Barona. Ecco la ricostruzione dell’accaduto, messa nero su bianco nella denuncia presentata in mattinata al commissariato Ticinese.


Alle 23.58 , l’attenzione dell’autista viene attirata da quattro giovanissimi, quasi certamente minorenni, alla fermata di via Lope de Vega: l’uomo pensa che vogliano salire a bordo e ferma la marcia del mezzo. In due, una ragazza e un ragazzo, entrano e si siedono. Gli altri due, invece, si dividono: uno si piazza davanti all’autobus, impedendone di fatto la ripartenza; il secondo si avvicina alla porta anteriore e chiede di poter accedere al bus con la sigaretta accesa, offrendo pure all’autista di fare due tiri.

Ovviamente, il conducente risponde di no. A quel punto, il ragazzo che sta davanti all’autobus si avvicina all’amico, tira fuori una pistola e la punta senza esitazioni contro l’autista: “Ti sparo!”, l’esplicita minaccia a cui assiste pure un’altra passeggera. Il dipendente Atm richiude le porte e riprende la marcia, non prima di aver allertato la sala operativa; alla seconda fermata utile, i due della comitiva che erano saliti a bordo scendono.

Al capolinea di viale Faenza angolo via Tobagi, arrivano gli agenti di una Volante dell’Upg, che raccolgono le prime testimonianze e avviano le procedure per acquisire i filmati delle telecamere interne. In tarda mattinata, poi, l’autista si presenta in via Tabacchi per formalizzare la denuncia: ai poliziotti del commissariato spiega che l’arma era priva di tappo rosso. Tradotto: anche se nel caso si fosse trattato di una pistola-giocattolo, era stato rimosso il segno distintivo che la differenzia da una vera. E i ragazzi?

Quello con la sigaretta era con ogni probabilità un sudamericano di 16-17 anni, mentre quello armato dovrebbe essere un coetaneo italiano. L’indagine per risalire ai due, che se identificati saranno chiamati a rispondere delle accuse di minacce aggravate e interruzione di pubblico servizio, partirà verosimilmente dall’analisi delle immagini registrate dal circuito di videosorveglianza installato a bordo della 95. Un caso analogo era avvenuto meno di due settimane fa, il 14 gennaio.

Il conducente quarantaquattrenne della 47 non aveva fatto salire fuori fermata due ragazzini in via Bisceglie, proseguendo la corsa come prevede il regolamento. Tuttavia, l’uomo, che nel frattempo aveva terminato il servizio, era stato intercettato e aggredito poco dopo in piazza Ohm: uno gli aveva chiesto conto a muso duro del suo comportamento; l’altro lo aveva colpito con un pugno in faccia, provocandogli la frattura della mandibola. Gli aggressori? Minorenni italiani, nelle descrizioni del ferito.

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