Noemi e la sua bimba sgomberate per far posto ad una famiglia rom. Casapound: “Ecco il vero razzismo” (Video)


Di Ilaria Paoletti – Roma, 8 apr – Non accennano a fermarsi le proteste dei residenti di Casal Bruciato quartiere della periferia est della capitale. La miccia nella polveriera di una parte di Roma ormai da anni abbandonata dalle amministrazioni è stata la decisione di assegnare una casa popolare a una famiglia di rom quando era già stata occupata da una giovane italiana, Noemi, insieme alla sua bambina di pochi mesi.

Il compagno di Noemi: “Io sono Simone di Casal Bruciato e non me ne vado”

Le voci dei residenti sono chiare e vanno tutte nella stessa direzione: “Non siamo razzisti, ma gli zingari non li vogliamo”. Unanime l’appoggio a Noemi e alla sua giovane famiglia. Simone, il padre della bambina, dichiara così al Primato Nazionale: “Un rappresentante delle forze dell’ordine ci ha minacciati. Ci ha detto che se non avessimo sgomberato immediatamente casa, avrebbero tolto la bambina a Noemi“. E aggiunge: “Vorrei averlo qui davanti, adesso, Simone di Torre Maura. Per carità, a 15 anni ha avuto coraggio, ma sbaglia. Io sono Simone di Casal Bruciato, ho ventotto anni, e da qui non me ne vado per lasciare casa ad una famiglia di rom“.

Noemi: “Mi hanno minacciata. Rimango ad oltranza”

Noemi, seduta davanti alla porta di una casa di cui non ha le chiavi, dichiara, confermando le parole del suo compagno: “Mi hanno spaventata, per questo sono uscita dalla casa. Ma ho intenzione di tornare dentro. Rimango qui ad oltranza fino a che non rientrerò. Tutti noi abbiamo dei diritti, abbiamo diritto ad una casa in cui far crescere i propri figli. C’è gente che vive dentro le macchine e questo non è giusto“.

CasaPound insieme ai cittadini

Fuori dal civico di via Cipriano Facchinetti n. 90, i residenti di Casal Bruciato protestano, fanno sentire le proprie voci, con dignità: siedono composti e ribadiscono la propria posizione, la propria vicinanza a Noemi e alla sua famiglia. In strada, camionette della Polizia, giornalisti. In soccorso della cittadinanza gli esponenti di CasaPound Davide Di Stefano e Mauro Antonini, rispettivamente responsabile romano e per il Lazio delle Tartarughe frecciate che hanno fatto della lotta per la casa e del sostegno ai residenti di Roma il loro primo obiettivo, come è già avvenuto a Torre Maura.  “A poche centinaia di metri da qui, dove vogliono assegnare una casa ai rom, c’è un campo nomadi abusivo” ricorda Antonino. “Andassero prima a controllare là, invece di togliere le case agli italiani”. “Questo è il vero razzismo” dichiara Di Stefano “ma i romani non sono più disposti a subire. E noi siamo con loro“.

Di Ilaria Paoletti

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