Niente seggio in Parlamento per la “viro-star” Antonella Viola: “trombata” dalla politica senza diritto di replica


da Affari Italiani – Elezioni… e invece niente: quei cattivoni di politici l’hanno trombata senza possibilità di replica. Di Antonella Viola, virologa parmense, avevamo parlato qualche giorno fa a proposito della sempre funzionante commistione libraria di sesso e cucina .

Ma ora ne riparliamo volentieri perché la virologa, prezzemolosa come non mai, aspirava probabilmente a qualche seggio in Parlamento, come ogni brava Covid – star che si rispetti. E invece niente. Quei cattivoni di politici l’hanno, come si dice in gergo, trombata senza possibilità di replica.

La Viola (non il fiore), famosa per la erre moscia che fa tanto Ferrero Rocher e per il fastidioso intercalare, “noi scienziati” (come se lei facesse parte di una setta di iniziati) ci sperava proprio, analogamente all’altro grande trombato Matteo Bassetti.

Eppure c’è stato un momento che la sua telegenicità e il suo essere indubbiamente una donna di aspetto assai gradevole, l’avevano posta all’attenzione di tutti. Si era a suo tempo anche parlato di un suo possibile impegno politico giovanile che però poi lei smentì anche se in maniera non convinta e soprattutto non convincente.

Ora, dopo il triste epilogo della candidatura non avuta, avrà tutto il tempo di scrivere un altro libro dal titolo grifagno che so, magari “La vita sessuale segreta dei virus” o qualcosa del genere.

Lasci stare le difficoltà e i patemi della politica e si accontenti del ruolo professionale che ha raggiunto senza tentare voli pindarici. La politica è una severa maestra. Illude, lede e sfugge. Meglio continuare a osservare quei dannati esserini al microscopio e a inventare nuovi e più efficaci modi per distruggerli.

La politica inganna e travia. Un po’ come la televisione di cui i virologi sembrano non potere più fare a meno, tanto che li chiamano ormai tutti Covid –star. Per loro il tubo catodico è una ambrosia, una droga, uno stato di coscienza.

L’ego si nutre del nettare catodico ma avvelena l’anima, proprio come la politica. Sia contenta così. Intanto non corre il rischio di fare l’umarell come Massimo Galli, in pensione e senza scranno pure lui.

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