Nicola Fratoianni: “Le Ong vanno trattate con merito e ringraziate. L’Italia è il primo porto sicuro” (video)


Di Ilaria Paoletti – Roma, 23 – Nicola Fratoianni reagisce entusiasticamente alle prime decisioni in merito all’immigrazione della nuova ministra dell’Interno Luciana Lamorgese: “Giusto aprire i porti” dichiara.

“Le Ong vanno ringraziate”

Il fondatore de La Sinistra ospite nella trasmissione di La7 Tagadà dichiara“La nuova ministra dell’Interno senza urlare né fare prove di forza sulla pelle di persone debolissime, vulnerabili e già sottoposte a sofferenze indicibili ha risolto rapidamente alcune questioni e lo ha fatto sulla base di tre principi. Il primo è che ci sta in mare e rischia di morire va salvato. Se lo stato non lo fa e lo fanno le Ong allora vanno trattate con merito. Vanno ringraziate“.

“Italia primo porto sicuro”

Continua Fratoianni: “Il secondo punto è che il principio del primo porto sicuro vicino non può essere messo in discussione. Alcuni vorrebbero che nel Mediterraneo si affacciasse la Germania o l’Olanda invece ci siamo noi. Terzo, ci vuole una commissione europea, perché il problema non è solo italiano o di Malta. Perché ciò accada servirebbe spiegare ai campioni e alle campionesse del sovranismo e del nazionalismo, quasi sempre di destra, che la pretesa di risolvere tutto in casa propria rivendicando pieni poteri poi non va d’accordo con la solidarietà internazionale”. Il riferimento di Fratoianni a Matteo Salvini e a Giorgia Meloni è evidente: le critiche che muove sono, tuttavia, confuse. Fratoianni tira in mezzo di nuovo la controversa frase sui “pieni poteri” del leader della Lega, ma è fuori contesto. Come fuori contesto é il tifo da centro sociale di Fratoianni, che è un deputato della Repubblica, per le Ong – organizzazioni che violano costantemente spazi e leggi del Paese che lui dovrebbe rappresentare. Dal membro fondatore di una lista denominata nientemeno che La Sinistra ci si aspetterebbe un po’ più di attenzione ai temi relativi al mondo del lavoro, importanti per gli italiani, non questa continua, banale e patetica difesa dei diritti umani (purché gli umani in questione siano immigrati).

Di Ilaria Paoletti

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