Marchetti contro il dem Mangialardi: “La sanità umbra della Lega è modello per le Marche”

Di Paola Pieroni– Ritornano gli attacchi del dem Mangialardi contro la Lega Marche. Al centro della querelle il modello della sanità del centro destra e in particolar modo di quello della Lega in Umbria. Il centro sinistra, chiude gli ospedali, depotenziando le strutture, ma ha la presunzione in campagna elettorale di attaccare la gestione pubblica con occhio da privato del centro destra. E ogni giorno ne trova una, come la chiusura dei registri sui malati oncologici. Il commissario Lega Marche Marchetti risponde alle ultime accuse sul Registro Tumori Ancona, 15 set: “Mangialardi continua a prestarsi a fare da megafono alle falsità della sinistra che arrivano da fuori confine, ma la salute dei marchigiani è e sarà sempre una priorità per la Lega. È inaccettabile che continui a voler salire in cattedra arrivando a usare come scaletta i malati oncologici”.

E aggiunge: Lo scandalo umbro di Sanitopoli porta la firma del suo stesso partito. La Giunta Tesei, con l’assessore alla sanità Luca Coletto, sta lavorando con serietà e impegno per rimediare agli innumerevoli danni causati dalla precedente amministrazione regionale anche al Registro Tumori, al quale, nel 2017 sono stati ridotti drasticamente i fondi da 560.000 a 180.000 euro l’anno. Persino il registro di mortalità era stato disattivato pur essendo un parametro essenziale per la statistica oncologica”.

Il Commissario respinge con dati alla mano le polemiche sollevate sul modello sanità targata Lega. “Se Mangialardi fosse un politico e amministratore serio, ammetterebbe che la Lega sta rifondando l’intera organizzazione sanitaria umbra adottando i provvedimenti di legge previsti a livello regionale. L’obiettivo della Lega ovunque amministra è dare servizi ai cittadini e valorizzare il personale sanitario per il merito, non per la tessera politica – aggiunge Marchetti – Prima di emettere sentenze, Mangialardi quantomeno si informi: in Umbria con Coletto si sta adottando un modello virtuoso, da replicare anche nelle Marche, per risollevare un settore vitale come la Sanità, che è stato compromesso dal clientelismo di una sinistra individualista e arrivista il cui sistema è
imploso. Ora le aziende sanitare locali stanno provvedendo alla riattivazione di molti servizi, tra cui il registro ReNCaM, con l’acquisizione di un sistema a valenza regionale e secondo un regolamento che tenga conto delle condizioni essenziali precluse dalla precedente gestione PD. Piuttosto che continuare a preoccuparsi dell’Umbria, – ha concluso Marchetti – Mangialardi inizi a lavorare per costruire un’opposizione seria, che sappia collaborare per il bene dei marchigiani”. Stavolta il dem dovrebbe aver capito. Ce lo auguriamo.

 

Paola Pieroni

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