L’anno che verrà: qualcosa qui non va

Di Graziano Bruno– Caro amico ti scrivo,
L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va!
Non potevo fare a meno di concludere l’anno in corso riprendendo una delle più famose e belle canzoni del grande artista e cantautore italiano: Lucio Dalla.

Per dire il vero, “qualcosa qui non va” è una frase ottimistica, io direi che nulla è andato!
Ma cerchiamo di fare insieme il punto della situazione, sintetizzando gli avvenimenti nefasti, seppur negando che hanno contraddistinto questa stagione, facendo emergere  le carenze profonde, a tratti abissali di questa maggioranza.

Pur volendo giustificare ed assolverli nella prima parte ( Fase uno) nella gestione della pandemia, ma poi ci sarebbe anche qui da discutere sulle chiusure tardive.  Ancorché si voglia usare delle attenuanti generiche dettate dall’ inesperienza e dalla testardaggine di voler far tutto da soli, senza ascoltare nessuno, addirittura accusando l ‘opposizione in prima serata TV.

Pur volendo esser magnanimi ed usare clemenza, rimangono -ed è cronaca, non critica- 140 miliardi di euro, gettati all’ ortiche, sperperati per creazioni di task force ( virologi, 100 di Colao). Queste risorse di tempo e di denaro poi rese vane dall’ uomo dell’ Alto Castello o del Grande Fratello che, pretese ed organizzò gli “Stati Generali”.

Altro giro, altra corsa! Peccato che i gettoni per divertirsi al Luna Park li paga il popolo.
La seconda ondata, come ha fatto notare più volte il Prof Lauro di Unimpresa, li ha colti del tutto impreparati. Hanno cercato di correre ai ripari , ma la Caporetto era evidente. I provvedimenti molteplici e tardivi ( fiumi di parole , pardon di DPCM) hanno caratterizzato tutto l’anno solare.

E queste raccolte da regalare in cofanetti natalizi,  non solo non hanno sortito nessuno effetto, ma hanno creato più confusione ed ubriacato le persone, che tentavano di capire ciò che era incomprensibile!

Non si è provveduto a concentrare le risorse in tre- quattro provvedimenti che avrebbero potuto ben ammortizzare la caduta libera dell’ economia ed aiutare il settore sanitario al collasso.  Ma si è pensato ai monopattini, ai banchi a rotelle, ai bonus fasulli vacanze, allo scontrino della lotteria di Capodanno!

Non entro poi  in tema dell’ immigrazione- non vorrei strappare le lacrime al popolo italiano, sono state sufficienti quelle fatte in tv. Parlare del giusto sacrificio degli italiani, ridotti per mesi, in regime di arresti domiciliari, strappati dagli affetti dei cari, pure nel periodo natalizio, non po’ trovare parole, o almeno io non ci riesco. Soprattutto sapendo che gli sbarchi continuavano costantemente ed interrottamente.

Caro Lucio, l’anno che sta passando tra un anno passerà, ma se non si cambia e si vota.
temo che non avremo nessuna novità !

 

A cura di Graziano Bruno con la collaborazione di Paola Pieroni

Segui le nostre notizie su Facebook e su Twitter