La sindrome Genovese e il suo effetto spettatore

Di Graziano Bruno- La sindrome Genovese prende il nome da un aberrante fatto di cronaca accaduto nel lontano 10 marzo 1964 a New York. In  quel giorno Catherine Susan Genovese, nota e conosciuta come Kitty Genovese, fu accoltellata a morte, nei pressi della sua casa, nel quartiere Gardens New York, distretto di Queens .

L’effetto e le circostanze di questo omicidio (massacrata per più di mezzo ora) senza che nessuno dei vicini intervenisse, furono riportate dal giornale Times il 27 marzo dello stesso anno. La sua morte divenne il simbolo di un fenomeno psicologico, oggi noto come effetto spettatore, detto anche complesso del cattivo samaritano o sindrome genovese.
Questo caso che fece scalpore all’ epoca, fu uno dei principali motivi che portò alla creazione del numero 911.
In seguito al fatto drammatico iniziarono una serie di studi e ricerche effettuati da psicologi sociali per capire il perché le persone non intervengono a fronte di fatti così emergenziali.

” Forse il tutto, si spiega, ma questo é un mio modesto pensiero, prendetelo come tale, e che ognuno aspetta sempre che sia l’altro a fare il primo passo o la prima mossa. Occorre sempre che ci sia il famoso trascinatore , quello che abbia il coraggio di aprire le danze ( e scusate l’indebito paragone) come in una festa, con della musica, dove cresce la voglia e il desiderio di ballare, ma nessuno lo fa, finché non inizia qualcun altro!
Questa sindrome la vorrei paragonare all’ immobilismo del popolo nonostante si capisca che stanno sbagliando quasi tutto e ci stanno massacrando vivi! E forse la prima a fare il primo passo contro l’inerzia è stata senza dubbio Giorgia Meloni.

Graziano Bruno

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