La legione: la grande arma di Giulio Cesare

Di Graziano Bruno– La legione fu una sorta di evoluzione del sistema falangotico greco, anche se per le sue dimensioni si rivelò troppo spesso massiccia per poter essere usata come unità di manovra.
A partire dall’ epoca di Furio Camillo Secolo IV avanti Cristo venne perciò divisa in Manipoli, ovvero in formazioni variabili tra 60 e 120 uomini, distinti in tre specialità:

  • Gli Astati (ovvero armati di giavellotto e spada) costituivano la prima linea.
    Erano Principi armati di spada e giavellotto, formavano la forza d’ urto della Legione;
  • I Triarli: composto dai veterani di guerra che costituivano l’ elemento risolutivo del combattimento
    Per aumentare la funzionalità della manovra, i manipoli erano disposti a scacchiera, ed erano appoggiati dalla fanteria leggera;
  • I Velini avevano un compito di disturbo e di copertura della cavalleria che perse , rispetto al periodo greco, il suo ruolo centrale nelle battaglie.

Con l’avvento di Caio Mario ( 105 A.C.) l’ordinamento della Legione venne aumentata di numero; la forza numerica fu portata da 3 mila a 6 mila uomini ed articolato da unità più consistenti.
La Legione così organizzata da C. Mario fu la grande arma per Giulio Cesare.

di Barbara Sicuranza, Roma

La legione: la grande arma di Giulio Cesare

Cesare utilizzò questo strumento con immediatezza e con una genialità che solo un grande uomo poteva disporre. La scienza dell’ arte militare, che Roma aveva saputo costruirsi durante i secoli, fu potenziata da Cesare con tutti gli elementi tecnici dell’ epoca.

Oltre che la variabilità, le comunicazioni, la riuscita negli assedi e negli sbarchi;

usando una strategia che soltanto un intelligenza superiore poteva mettere in campo!
Lo stesso fece anche per l’ascesa politica ma ne parleremo, prossimamente.

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In tutti i tempi la storia insegna: solo le grandi menti possono fare la vera differenza!

G.B.

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