La comunicazione in politica, editoriale a cura di G. Bruno

Di Graziano Bruno– Ci risiamo, direbbero gli esperti. Continua imperterrita la campagna contro gli unici, (a mio avviso) appartenenti alla politica , esponenti di fratelli d’ Italia che, per voler del primo amore che loro sentono, la ” patria”, vengono continuamente invisi da opinionisti alla merce ..del potere ( filogovernativi).

La comunicazione persuasiva

La comunicazione persuasiva, nel corso dei secoli, è stata utilizzata , a seconda degli obiettivi che si volevano raggiungere.
Noi oggi viviamo l’ esempio per  “eccellenza”, guidati da un partito o movimento che, tramite una fase manipolatoria, non hai mai lasciato margine di libertà di pensiero e, di azione ( le 2 mila proposte , che tanto voi non leggete, lo so di per certo) per cui il processo della comunicazione , dove ci si influenza a vicenda, e regola il grado di intimità e domina la scena del grande pubblico, è ancora fase di dominio nelle mani di chi non vuol lasciar spazio alla concorrenza democratica.

La dissuasione

La comunicazione verbale e non, fatta di emozioni e atteggiamenti rappresenta un fattore determinante e predominante.
Ancor di più la dissuasione, che rispetto alla persuasione si avvale spesso dell’intimidazione, ossia indurre gli altri che determinati comportamenti ritenuti pericolosi o a rischio possono essere un’ arma temibile .
Quella della dissuasione è un elemento psicologico devastante più infimo e subdolo della persuasione, che, al contrario esorta a far qualcosa.
Sentir paragonare i cittadini italiani, che segnalano comportamenti ormai giustificabili dalle leggi inidonee messe in campo, ai collaboratori di ” Giustizia” , frase recitata da un giornalista in studio a Stasera Italia è del tutto comprensibile, ma molto offensiva per le categorie di brave persone che hanno ottemperato a provvedimenti del tutto insani, confermati anche dalla Corte Costituzionale.
A cura di Graziano Bruno.
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