Inps, Marchetti della Lega: “Incoerenza a 5 Stelle”. Meloni: “Da Tridico a Triplico”

Di Paola Pieroni– Il commissario della Lega Marche Riccardo Augusto Marchetti commenta la notizia di Repubblica dell’aumento considerevole dello stipendio di Tridico. Il presidente dell’Inps in pieno lockdown, ha avuto un aumento, in seguito alla decisione presa dal Ministero del Lavoro guidato da Di Maio con una lettera nel Giugno 2019 indirizzata per conoscenza anche al premier Conte, che rendeva possibile tutto questo.

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“Prosegue l’incoerenza a 5 stelle- commenta l’on Marchetti- I grillini prima si sono fatti promotori di una battaglia per far risparmiare ad ogni italiano meno di 1 euro all’anno, poi però, mentre ci sono ancora migliaia di lavoratori in attesa della Cassa integrazione, hanno aumentato lo stipendio del presidente dell’Inps da 62mila euro a 150mila euro annui. Ma l’hanno capito che quei soldi gravano sempre sugli italiani? Che rispetto hanno per migliaia di lavoratori che non sanno come arrivare a fine mese e per quegli imprenditori che hanno dovuto anticipare di tasca propria la cassa integrazione, per rimediare all’assenza dello Stato? SONO IMBARAZZANTI”.

Mentre il leader della Lega Salvini chiede subito le dimissioni, il leader di Fratelli d’Italia, nel grande gioco meschino di Di Maio e Conte, battezza così il presidente dell’Inps: “Da Tridico e Triplico”. E aggiunge : “Gli italiani hanno diritto di conoscere la verità su questo scandalo”. Intanto Tridico replica: “Nulla da chiarire e non mi dimetto”. Per lui ha “già detto tutto il comunicato della direzione del personale dell’Inps”, poi “mancano i fatti”, nessuna retroattivtà. Tanto basta a Tridico per ritenere chiusa la questione, ma si sa bene che non sarà così. Dopo gli attacchi dell’opposizione e all’interno della maggioranza con Italia Viva, il premier Conte sta facendo i dovuti approfondimenti sulla vicenda con il verbale del 22 Aprile del consiglio di amministrazione nel quale si approvava la delibera n.2 sulla”determinazione degli emulementi del presidente, del vicepresidente e dei componenti del consiglio di amministrazione”. Nel testo veniva previsto l’aumento a 150mila euro per il presidente, 40mila per il vice e 23mila per i componenti del cda.

Paola Pieroni

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