Così la stretta dal verde al rosso: Marche zona gialla e ipotesi mini zone rosse

Di Paola Pieroni- Il nuovo Dpcm, per contrastare l’emergenza Coronavirus, firmato nella notte di mercoledì 4 novembre 2020 dal premier Giuseppe Conte contiene sia norme valide per tutto il territorio nazionale, sia delle norme che varranno a livello regionale.

Sarà quindi in vigore dal 6 novembre fino al 3 dicembre, un regime differenziato che divide l’Italia in tre fasce di rischio contagio in base a 21 parametri. Subito un dietrofront sulla data, scritta dal 5 e rettificata al 6 e la conferenza stampa della serata.

La classificazione di ogni Regione in uno dei tre scenari indicati («rosso», «arancione» e «verde») sarà decisa dal ministero della Salute sulla base di 21 parametri di riferimento. Alcuni di questi sono stati indicati dallo stesso premier: si tratta dell’indice di contagio Rt, dei focolai e della situazione di occupazione dei posti letto e della saturazione delle terapie intensive negli ospedali. La definizione dei confini delle zone, d’intesa con i governatori, potrà riguardare l’intera Regione o «parti del territorio».

Così la stretta dal verde al rosso

Secondo le prime ipotesi ecco come le Regioni potrebbero essere catalogate da giovedì 5 per i prossimi 15 giorni:

Zona rossa ad alto rischio, un lockdown vero e proprio. Integralmente o solo nei territori o le province dove il virus corre di più: Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige (che ha già deciso le chiusure) e Valle d’Aosta e la provincia di Bolzano. 

Zona arancione. Rischio intermedio. Bar, ristoranti chiusi tutto il giorno, ma con consegna a domicilio. Dovrebbero rientrare Campania (in bilico per diventare zona rossa), Liguria, Puglia, Sicilia. Sotto osservazione anche Lazio, Umbria, Toscana e Veneto che però potrebbe scivolare insieme al resto delle Regioni in fascia verde.

Zona verde. Tutte le altre regioni entreranno in una ampia area «verde» o meglio «gialla» (come la definisce il documento dell’Iss sugli scenari) dove entreranno in vigore tutte le nuove limitazioni decise dal Dpcm e valide per tutti. Intanto Lombardia e Piemonte rifiutano di essere considerate zone rosse e nell’attesa dei dati Iss, lo scontro regioni e governo si acutizza.

Le Marche sono zona gialla: rischio moderato

Ci sarà il coprifuoco dalle 22 alle 5 di mattina e sono consentiti anche gli spostamenti tra Regioni. In ogni caso è consigliato spostarsi solo per comprovate necessità: di lavoro, di studio, di salute, per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. I centri commerciali saranno chiusi i festivi e pre-festivi, ma rimarranno aperti negozi alimentari, farmacie e parafarmacie, collocati al suo interno. La didattica a distanza sarà al 100% per tutte le scuole secondarie e medie.

Per tutti vale la capienza dei mezzi pubblici al 50%, musei e mostre  chiuse, con corner per gioco e bingo in bar e tabaccherie chiuse. Il presidente della Regione Marche ipotizza “mini zone rosse” dove l’indice Rt è più alto, mentre l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini annuncia le tremila assunzioni a tempo indeterminato per gli infermieri. Saranno loro a colmare una situazione di sofferenza degli ospedali. Partiranno con un contratto di tre mesi per poi essere assunti  tempo indeterminato.

Ebbene, tutto si gioca sul colore e sulla libertà con l’assalto ai laboratori privati per il tampone.

 

dpcm del 4 novembre

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Paola Pieroni

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