Sacchi di fango contro Regione Marche: Albano (FDI): “ennesima strumentalizzazione del dramma”

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Ancona– Sull’atto vandalico contro la sede della regione Marche in cui l’intera facciata e scalinata dell’ingresso di Palazzo Raffaello sono state imbrattate da ignoti con fango durante la mattinata di venerdì 23 settembre, mentre nella città dorica era in corso la manifestazione legata allo sciopero globale per il clima, Lucia Albano, deputata marchigiana di Fratelli d’Italia, in una nota commenta quanto accaduto.
“La strumentalizzazione politica del dramma vissuto dalla comunità marchigiana continua anche nell’ultimo giorno di una campagna elettorale caratterizzata da odio, menzogne e falsità propagate dalla sinistra. Imbrattare di fango la sede della Regione Marche e urlare slogan indecorosi sono atti vergognosi, che qualificano unicamente chi li esegue, e che nulla apportano a chi ha davvero perso tutto durante l’alluvione.
La giunta Acquaroli in due anni ha stanziato molti più fondi per la messa in sicurezza dei fiumi rispetto alla precedente amministrazione di centrosinistra, ha sbloccato i lavori della vasca sul Misa dopo 40 anni di immobilismo e istituirà una commissione d’inchiesta per accertare l’adeguatezza delle procedure assunte dalla Protezione civile regionale durante l’alluvione. La verità è che la giunta Acquaroli amministra le Marche con grande trasparenza sebbene alcuni media, politicamente schierati, provino continuamente a screditare il suo operato con domande volutamente provocatorie e faziose, come accaduto con un servizio di Piazza Pulita poi sbugiardato e, misteriosamente, non mandato in onda“.

Albano: “Alla comunità marchigiana servono i fatti, non gesti irresponsabili finalizzati unicamente ad acuire un clima di odio. Presentata interrogazione parlamentare”

“Condanno le azioni di questa mattina con fermezza, per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Interno per individuare con tempestività i responsabili e comprendere la dinamica dei fatti: le istituzioni preposte devono continuare a svolgere in serenità il proprio lavoro di sostengo e soccorso ai territori colpiti dalla calamità. Alla comunità marchigiana servono i fatti, non gesti irresponsabili finalizzati unicamente ad acuire un clima di odio, in un momento in cui c’è grande bisogno di solidarietà e vicinanza”.