Nella piazza dell’odio delle sardine a Roma, Bella Ciao, Ong, migranti, donne velate, PD e paranoia antifascista


Di Cristina Gauri – Roma, 14 dic – Bella Ciao, resistenza, paranoia antifascista, accoglienza, le Ong hanno sempre ragione, Mediterraneo culla del multiculturalismo, transfobia: sono le ore 16, la tanto attesa manifestazione delle sardine “Roma non si lega” è iniziata da un’ora e ancora non si è sentita una parola che non sia declinata su queste coordinate. Che gli italiani e i loro bisogni sarebbero rimasti inghiottiti dalla narrazione era nell’aria, ma la prima ora di questa manifestazione è spiazzante anche per gli stomaci più allenati. Non si è ancora sentita una parola su Ilva, Mes, disoccupazione.

A cominciare dalla presidente dell’Anpi Carla Nespolo, che ha aperto con la solita lezioncina sulla Costituzione, “il nostro faro e la nostra guida” ed “è antifascista, come vollero i costituenti”. “Non è lecito a nessuno diffondere il razzismo, respingere le persone in base al colore della pelle, essere antisemiti”. Applausi, parte Bella Ciao. Uno dei primi dati dalle dirette fornite dalle varie testate giornalistiche riguarda l’età dei manifestanti: è una piazza di vecchietti. I giovani ci sono, ma la loro presenza è diluita in un mare di teste canute. Giovane, invece, è la ragazza musulmana che dal palco rifà il verso al video-tormentone della Meloni pronunciato proprio in piazza San Giovanni due mesi fa: “A Salvini e Meloni non piacerà la mia presenza… perché sono una donna, sono musulmana e sono figlia di palestinesi. Non vi permetteremo di aprire le pagine nere del passato, questo è uno Stato di diritto”. Standing ovation. Le è piaciuto vincere facile.

Dopo di lei suona l’Inno di Mameli (la ragazza scende dal palco senza cantarlo) ecco il turno di Pietro Bartolo, l’ex medico dei migranti di Lampedusa ora europarlamentare Pd, che con voce rotta dalla commozione ha chiesto di “cancellare i decreti sicurezza, leggi vergognose che non ci sono in nessun’altra parte del mondo”. Seguono gli interventi della giurista e portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi e di quello di una trans. Insomma, aspettando l’intervento di Santori, pare che le sardine vogliano evidentemente che la profezia di Rizzo (“Farete arrivare Salvini all’80%”) si avveri. 

Di Cristina Gauri

Leggi la notizia su Il Primato Nazionale